27 marzo: Nostra Signora di Tropea fa qualcosa di davvero incredibile

Nostra Signora di Tropea ha salvato più volte la cittadina calabrese nel corso dei secoli senza far mai venir meno la sua materna protezione.

Nostra Signora di Tropea
Nostra Signora di Tropea – lalucedimaria.it

Nella cattedrale calabrese di Tropea (Vibo Valentia) viene venerata un’icona bizantina detta «Madonna di Romania». L’immagine risale al XIV secolo e la sua storia è alquanto singolare. Alcuni marinai tropeani la predarono su una nave al largo, proveniente dall’Oriente bizantino, e la portarono in città.

Quella stessa notte in cui i marinai trafugarono l’icona il vescovo sognò la Madonna che gli avrebbe chiesto di trattenere in città l’immagine e di elevarla a protettrice di Tropea. Il vescovo in realtà era ignaro della storia dell’icona né sapeva che si trovava sul territorio diocesano affidato alle sue cure pastorali. Meravigliato dal sogno, inizialmente lo crede solo un parto della sua mente.

Quando si risveglia però il messaggio e la richiesta della Vergine non gli lasciano pace. Per diversi giorni il medesimo sogno si ripete per tutte le notti. Il vescovo decide di convocare funzionari e cittadini per recarsi al porto insieme a loro. Una volta giunto qui, effettivamente il vescovo trova l’icona. A quel punto la prende e la porta a terra.

Un’altra tradizione lega invece questa icona, dipinta su una preziosissima tavola di cedro, a una presunta provenienza orientale (da qui l’appellativo «Romania»). Si dice infatti che il dipinto sia giunto a Tropea alcuni secoli dopo il Concilio di Nicea (787), salvata dalla furia iconoclasta. La tradizione vuole anche che riproduca i lineamenti del viso della Madonna ripresi da un ritratto eseguito in vita.

Nostra Signora di Tropea salva la città dal terremoto, dalla peste e dalle bombe

Nel 1638 la Vergine avvertì più volte – ancora una volta in sogno – il vescovo di allora, Ambrogio Cordova, di un terremoto pronto a scatenarsi di lì a poco. Il vescovo credette all’avvertimento e il 27 marzo indisse una processione penitenziale per invocare la protezione della Vergine. Proprio durante la funzione, che coinvolgeva tutta la popolazione di Tropea, la terrà iniziò a tremare con violenza.

Miracolosamente però il terremoto non procurò danni a cose o persone. A breve distanza di tempo sopraggiunse un’altra scossa. Anche in quel caso niente e nessuno ne riportò danno. Molte altre volte la Madonna di Romania salvò la città. Le viene attribuito il salvataggio di Tropea da una tremenda pestilenza che nel 1660 flagellò il Regno di Napoli.

Bombe inesplose a Tropea
Le due bombe inesplose del 1943 conservate nella Cattedrale di Maria Santissima di Romania a Tropea (Screenshot YouTube @Pio Pannone) – lalucedimaria.it

Anche durante la Seconda Guerra Mondiale la materna protezione di Maria si fece sentire quando delle bombe caddero sulla città senza esplodere. Furono ben sei gli ordigni sganciati sul centro abitato di Tropea il 24 luglio del 1943. Invece che cadere lì, le bombe deviarono la loro traiettoria e finirono la loro corsa in un orto vicino, dove stavano giocando dei bambini.

Incredibilmente tutte e sei le bombe si conficcarono nel terreno senza esplodere. Dopo il disinnesco degli ordigni (che si rivelarono perfettamente funzionanti a un esame successivo), il vescovo Cribellati farà collocare due di quelle bombe all’interno delle cattedrale, dove sono custodite ancora oggi. Un altro bombardamento colpirà Tropea nella notte del 5 agosto 1943, uccidendo questa volta dieci persone innocenti.

Preghiera alla Madonna di Tropea

O Vergine clementissima, o gran Madre di Dio e Madre nostra ancora, eccoci prostrati davanti alla Vostra Sacra Immagine, che veneriamo sotto il miracoloso titolo di Romania.
Voi, o Vergine gloriosissima, non voleste che questa augusta Immagine, per divin consiglio trasportata da lontani paesi, fosse lasciata in altre città; Voi, verso di noi amorosissima, la voleste in mezzo a noi; e con la voce dei prodigi, mentre agile naviglio la spingeva altrove, par che diceste: Qui voglio fermarmi, e qui la lasciaste per nostro gran tesoro e come il più chiaro segno del vostro materno affetto.

Ora, con così alto e misterioso vostro dono, che cosa mai potrà più mancarci in questa valle di lacrime? Quanti beni noi abbiamo a sperare? In Voi, o Madre amorosissima, in Voi ogni nostra speranza. Guardate Voi, mirate, come ci troviamo miseramente sbattuti in questo tempestoso mare del mondo! Voi, che siete la Stella del mare, spuntate in mezzo alle tenebre della bufera a nostra guida!

Se i venti impetuosi delle tentazioni contro di noi insorgono, Voi dissipateli: sosteneteci Voi quando inciampiamo nei penosi scogli delle tribolazioni. E quando le onde spumanti della superbia, dell’ambizione e di ogni altro reo affetto ci agitano, allora fate Voi, o bella Madre di Romania, che la navicella dell’anima nostra non abbia a sommergersi in mezzo a così orridi flutti.

E se infine ci spaventa l’enormità dei nostri peccati, se ci confonde la bruttezza della nostra coscienza, se ci atterrisce l’orrore dell’estremo giudizio, Voi, o Madre tenerissima, stendete la vostra mano potente per non farci cadere nel baratro della tristezza o nell’abisso della disperazione.

Sì, Voi, Vergine potentissima, proteggeteci; Voi guidateci. Siateci Voi propizia presso il trono della Divina Misericordia e siamo certi che così giungeremo, incolumi e felici, al beato porto del cielo, per potervi lodare e benedire, insieme con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo, cui sia onore, gloria e benedizione per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

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