La Madonna di Gibilmanna è legata a una nave salvatasi miracolosamente dal naufragio. Quello che succede dopo è davvero straordinario.

Presso il santuario della Madonna di Gibilmanna (Palermo) è custodita un’immagine mariana di origine orientale venerata un tempo in un antico monastero fondato da San Gregorio Magno. Il monastero venne distrutto nel IX secolo. Ma non venne distrutta la devozione scolpita nei cuori della gente semplice, che mai ha smesso di andare in pellegrinaggio sulle rovine della chiesetta.
Tradizione vuole che nel 1530 a Cefalù siano giunti i frati cappuccini. Pochi anni dopo accade un fatto miracoloso. È la domenica di Pasqua del 5 aprile 1534, una nave che trasporta la statua della Madonna col Bambino, trova riparo da una violenta tempesta vicino al borgo di Castello di Roccella, Palermo.
La tradizione vuole che la Vergine sia apparsa a un frate cappuccino che vissuto a Gibilmanna per dirgli di andare a recuperare la statua avvolta con una coperta di lana e edificare un santuario. . La Vergine esprime il suo desiderio che la statua venga portata nella chiesetta dei frati cappuccini.
Una volta sveglio il frate corre al porto. Qui trova effettivamente la statua della Madonna e la porta al convento. Il cappuccino provvede a caricare la statua su un carro trainato da buoi, che lasciati in libertà, dopo alcuni giorni di viaggio si fermano nel promontorio sovrastante Cefalù, nel luogo in cui sorgerà l’attuale Santuario di Maria SS. di Gibilmanna.
Il secondo miracolo della Madonna di Gibilmanna
Anni dopo, nel 1576, avviene un altro prodigio. Padre Sebastiano Maio di Gratteri sta celebrando messa nell’antica chiesetta, quando a un certo punto gli appare il Salvatore in persona che lo invita a dipingerlo così come lo vede. Gli dice anche che la terra di Cefalù è consacrata alla Vergine Maria, Sua Madre, e che qualunque grazia fosse stata chiesta per sua intercessione, Lui l’avrebbe concessa.

Il religioso dipinge così l’immagine di Gesù. Rimedia i colori del quadro dalle piante pestate presenti nel territorio e completa la tela ancora oggi esposta nel santuario. Nel corso dei secoli i cappuccini hanno ampliato il santuario. Il numero dei pellegrini era troppo grande perché il piccolo edificio potesse contenerli.
Nel nuovo santuario si potrà collocare la statua oggetto del misterioso ritrovamento insieme al dipinto di Gesù. Viene recuperato anche l’antico dipinto mariano risalente al tempo di san Gregorio Magno. Il santuario diverrà il cuore pulsante della spiritualità locale. La Madonna di Gibilmanna verrà così eletta patrona di Cefalù.
Preghiera alla Madonna di Gibilmanna
Incedi Maria, nel tuo vestito sono impressi arabeschi di sole. Dal tuo viso altero trapela il mistero di chi è stato benedetto dal Signore. Porti tra le braccia il nostro Salvatore e ce lo mostri con orgoglio.
La sua piccola mano tiene stretto tra le dita il mondo e lo sostiene. In esso siamo contenuti tutti con le nostre passioni le nostre pene e le nostre gioie, le nostre speranze e delusioni.
Raggiungici Madre, entra nelle nostre case, siediti alla nostra mensa e cibaci di Lui! Noi ti apriamo la porta ed accendiamo un lume: rimani con noi per sempre e portaci la pace. Amen