Non è che tutti possano fare tutto, e dire tutto quello che gli passa per la mente sui social. Bisogna dunque fare attenzione a ciò che si scrive sui social network, e anche online devono essere rispettate le leggi in vigore. Parliamo nello specifico della Bestemmia, scrivere una bestemmia in un post pubblico può costare oltre 300 euro, l’ammontare massimo della sanzione prevista dall’articolo 724 del codice penale, ed è pure poco aggiungiamo noi.
”Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti”, questo è quello che si legge nel testo del Codice penale.
Facebook, secondo la legge italiana, non è uno spazio privato, ma è come se fosse un luogo pubblico ed è questo il motivo per cui la bestemmia è sanzionabile. Non è un caso che da qualche tempo a questa parte il blog cattolico Pontifex , di cui condividiamo l’iniziativa, ha iniziato a denunciare tutti i gruppi e le pagine Facebook che inneggiano alla blasfemia, per esempio le popolari ‘Radio Bestemmia’, ‘Club della bestemmia’ e ‘Confraternita dei frati bestemmianti’, e la sua azione ha portato al sanzionamento di diverse persone.
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