All’università di Basilea, proviene dall’Egitto.
Grazie al lavoro svolto dalla dottoressa Sabine Heubner è stato possibile scoprire il più antico documento, una lettera privata, scritto da un cristiano. Il papiro contenente una missiva diretta ad un fratello è stato attribuito ad un uomo appartenente ad una famiglia cristiana grazie alla presenza di una abbreviazione finale ripresa dai vangeli conosciuta come ‘Nomen Sacrum‘, che per esteso significa: “Prego che tu faccia bene, ‘nel Signore'”. La seconda prova risiede nel nome del destinatario della lettera “Paulus“, un nome evidentemente mutuato dall’apostolo che in quel periodo storico non era molto comune.
L’equipe di studiosi è riuscita, attraverso ad una approfondita ricerca prosografica, a datare con assoluta certezza la lettera al 230 d.C., ovvero circa 40 anni prima di ogni documento cristiano finora trovato. La Heubner è riuscita infine a rintracciare la provenienza del papiro, ovvero l’archivio di Heroninus (il più grande dell’impero romano in Egitto), ma si pensa che sia stata scritta nel villaggio di Theadelphia.
La lettera ha un’importanza enorme dal punto di vista sociologico e storico, visto che dimostra come alcune famiglie cristiane fossero integrate all’interno della società già all’inizio del terzo secolo. Il mandante della lettera è chiaramente un ragazzo proveniente da una famiglia abbiente, lo si evince sia dal fatto che le fasce più povere non avessero accesso ad un istruzione sia da quello che scrive al fratello Paolo: sia quest’ultimo che Arriano sono membri dell’élite sociale, sono dei possidenti terrieri ed hanno un ruolo attivo nella politica della città. Interessante notare inoltre come la loro fede cristiana non fosse un ostacolo alla partecipazione a funzioni religiose pagane, e la loro vita non fosse minacciata per il semplice fatto di essere cristiani.
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Luca Scapatello
Fonte: RaiNews.it
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