Gli episodi relativi alla vita terrena di Gesù ci sono riportati dagli evangelisti, che, con molta cura, hanno fatto una vera e propria ricostruzione del passaggio terreno del Cristo. Molte sono state le persone incontrate da Gesù e, ad ognuna di essi, il Cristo ha lasciato un importante messaggio. Chi fu la figura che, come disse il Signore, è senza inganno?
Gesù si rivolse a lui come a un vero “israelita in cui non c’è inganno”. Leggiamo queste parole, pronunciate dal Signore nel Vangelo di Giovanni, al primo capitolo. La persona a cui si rivolge il Signore, attraverso queste parole, è Natanaele, conosciuto negli altri Vangeli anche come Bartolomeo. Questa figura, oggi celebrata come Santa dalla Chiesa cattolica, ci è nota esclusivamente grazie ai testi evangelici e, nello specifico, nel Vangelo secondo Giovanni. Un incontro, quello tra Gesù e Natanaele, che ci offre molti spunti di riflessione sulla fede, tutti molto interessanti.
Il contesto di questo incontro ci è noto grazie alle parole di Giovanni. Prima di incontrare il Signore, infatti, Bartolomeo (o Natanaele) capitò sotto lo sguardo di Filippo. Immediatamente dopo l’incontro, Filippo stesso lo incoraggia affermando di “aver trovato” colui di cui parla la Legge. Dalle parole del Vangelo, infatti, leggiamo: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret» (Giovanni 1:45). A seguito di questo incontro, con un Bartolomeo tutto sommato scettico, si fa avanti la figura del Cristo Gesù, che si rivolse a Natanaele con tali parole «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità» (Giovanni 1:47).
Ovviamente, lo stupore da parte di Natanaele è tanto. La prima cosa che egli fa quando il Cristo gli si rivolge, è chiedersi, dunque chiederGli, come potesse conoscerlo, tanto da presentarlo con quell’epiteto. Gesù, con pronta risposta, sostiene di averlo visto sotto un albero di fico, già prima del suo incontro con Filippo. Il luogo menzionato da Gesù, per l’appunto l’albero di fico, può farci riflettere sull’incontro tra i due. L’albero di fico, infatti, ha una valenza simbolica molto importante nella tradizione ebraica. Esso rappresenta sicurezza, prosperità, ma anche un luogo prediletto per la preghiera. Gesù, che conosce a fondo le persone già prima di parlarci, capisce fin da subito che l’uomo che ha davanti è un uomo che è veramente alla ricerca di Dio. Colui che senza inganno, così Gesù ha chiamato Bartolomeo, proprio a testimonianza del fatto che questo è un incontro che simboleggia la verità di fede.
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