Il premier Conte afferma di sperare in un calo dei contagio, ma anticipa già che quest’anno le feste di Natale saranno “di raccoglimento”.
Il presidente del Consiglio ha infatti lasciato trasparire che a Natale molto probabilmente ci sarà uno stato di lockdown o comunque di regole sanitarie rigide, anche se non se è detta l’ultima parola.
“Non ho la palla di vetro o le capacità da indovino. Ma se oggi si confermasse un abbassamento dell’Rt nazionale non significherebbe che saremmo fuori pericolo. Il mese di novembre è dedicato a contenere la curva di contagio“, ha affermato.
In ogni caso, “a dicembre non ci sarà nessuna catarsi liberatoria“, ha messo tutti in guardia Conte. Prima di affermare: “Il Natale non lo dobbiamo identificare solo con lo shopping, fare regali e dare un impulso all’economia”. Una frase che in via teorica potrebbe essere condivisibile ma che ha lasciato molti scontenti per quanto sottende.
Nello stesso discorso, infatti, Conte ha respinto l’idea che le aule siano un focolaio di Covid, a differenza di quanti lo affermano con chiarezza. Per cui, si è subito denunciato di applicare due pesi e due misure. A scuola sì, a fare shopping di Natale no. Una decisione che a molti è sembrata piuttosto ingiusta e anche mal posta, o comunque senza alcuna tesi scientifica sullo sfondo.
Tuttavia Conte si è focalizzato sul tema del Natale, e ha provato a convincere la platea della bontà delle sue decisioni. Che al contrario, sono in molti a non condividere. “Natale, a prescindere dalla fede religiosa, è senz’altro anche un momento di raccoglimento spirituale“, ha così affermato Conte. Che ha continuato: “Il raccoglimento spirituale, farlo con tante persone non viene bene”.
L’auspicio è che presto il contagio possa scendere, nonostante i rischi sulla riapertura delle scuole. “Dobbiamo essere franchi sulla scuola: le nostre ricerche ci dicono che le scuole non sono focolai sulla diffusione del contagio”, ha detto Conte intervenendo al convegno della Cgil.
Preghiamo quindi affinché si possa trascorrere un sereno Natale, nonostante il panico troppo spesso diffuso e presente nella nostra società. Il Natale è la memoria della nascita di un Bambino che è venuto a portare la Salvezza all’umanità intera.
Non disperiamo quindi, perché Gesù non ci abbandona mai, e il Natale deve ricordare ad ognuno di noi che la Salvezza è già qui tra noi. Aspettiamo questo giorno con fede e letizia, nonostante i troppi allarmismi che ci arrivano in continuazione, ogni giorni.
Giovanni Bernardi
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