“Non possiamo stare fermi per paura”. L’allarme di Bruno Vespa riguardo al coronavirus ricorda quello lanciato nei giorni scorsi dal medico Alberto Zangrillo.
Sia il conduttore Rai che il primario di terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano hanno affermato che il virus circola, è vero, ma non ha la stessa intensità di prima. Per cui c’è da stare più tranquilli rispetto ai mesi scorsi. “Circola, ma ha perso d’intensità”, ha scritto Bruno Vespa sul quotidiano Il Giorno.
Un avvertimento quindi agli italiani, che in parte ricorda quello del ministro della Salute Speranza che ha invitato in particolare i giovani a prendere più precauzioni e ad evitare di uscire senza regola, con il rischio che diventino i nuovi untori. In particolare verso i più deboli, cioè i più anziani.
“L’aumento quotidiano di contagi – anche se inferiore a quello dei principali paesi europei – dimostra che troppa gente non rispetta le regole di base e va sanzionata sul serio”, scrive il giornalista, che di certo non ci va giù leggero. La salute è importante e va tutelata, specialmente quella del prossimo.
Ma ciò non deve essere presupposto per gettarci in mano alla terribile crisi economica che, con tutta probabilità, arriverà nei prossimi mesi. “Ma questo non giustifica limitazioni generalizzate”, specifica infatti il giornalista.
Bruno Vespa non è per niente d’accordo con le decisioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, tutt’altro. Lo scandalo dei verbali desecretati, come richiesto dalla Fondazione Einaudi, e che mostra il ruolo del premier nella decisione della chiusura generalizzata del paese, contro il parere dei tecnici da lui stesso nominati, non va fatto passare in disparte. Le responsabilità, forse, ci sono e in tal caso sono gravi.
“Il pasticcio combinato all’inizio di marzo quando il Cts suggeriva una chiusura parziale dell’Italia e il governo prima tardò, poi decise per il blocco totale, lo ha indotto a garantire di non ripetere a nessun costo il lockdown totale: il costo sarebbe insopportabile”, prosegue il giornalista. Che non la tocca perciò piano.
Tuttavia, il tema del coronavirus sarà il tema dei prossimi mesi. Per questo, “dobbiamo imparare a conviverci“, conclude Vespa. Non sarà facile trovare una cura e il bisogno di sicurezza diventerà parte della quotidianità.
“Il virus circola, ma ha perso d’intensità: non si spiegherebbe diversamente perché nessuno finisce più in terapia intensiva. Rispetto rigoroso delle regole, ripeto, ma non si può vivere in una emergenza psicologica permanente”.
Giovanni Bernardi
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