Per il virologo americano Anthony Fauci il vaccino contro il Coronavirus sarà pronto già a inizio 2021. Intanto i casi sembrano aumentare.
Tanto da no fare escludere l’ipotesi di nuovi lockdown in arrivo. Lo scienziato, intervistato dal programma Rai condotto da Fabio Fazio “Che tempo che fa”, si sarebbe tuttavia detto molto ottimista sulla possibilità di trovare presto una cura per il virus che ha messo in ginocchio il pianeta dall’inizio del 2020.
“Non è possibile dare un risposta definitiva sui tempi ma solo negli Usa, e non sono gli unici, ci sono 6 vaccini sottoposti a esami e 4 gia’ alla fase 3″, ha affermato il virologo statunitense durante l’intervista.
“Possiamo dire che saremo in grado di conoscere la probabilità di efficacia a novembre-dicembre, meno probabile a ottobre. Sono cautamente ottimista – ha continuato – che il vaccino sia efficace già a inizio 2021. Alcune aziende stanno già cominciando a produrlo”, è la tesi offerta da Fauci.
Lo scienziato americano ha poi spiegato che, dal suo punto di vista, il vaccino dovrà essere “disponibile a tutti i Paesi, anche a quelli meno fortunati“. Fauci è uno scienziato ma anche consulente del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Tuttavia il suo rapporto con Trump non è idilliaco, anzi è spesso altalenante. In più occasioni ci sono stati infatti diverbi tra i due, all’interno di un quadro, come quello americano, molto duro.
Fauci infatti ha infatti spiegato che i suoi rapporti con Trump non sono i migliori. “L’ho sentito un paio di settimane fa. Certo prima ci parlavo più spesso… ma sento frequentemente il suo vice”, si è limitato ad affermare.
Gli Stati Uniti sono infatti uno dei Paesi che ha subito maggiori ripercussioni a causa della pandemia, con oltre duecento mila decessi in totale. In queste settimane e mesi tuttavia si è anche parlato della possibilità che il virus sia mutato, e che in tal caso il vaccino avrebbe un’efficacia molto limitata se non quasi inutile.
A questo proposito Fauci ha rimarcato che sì, la probabilità che il virus sia mutato esiste ed è anzi molto alta. Ma che allo stesso tempo non ci si deve nemmeno preoccupare, perché questa è “non necessariamente più virulenta o più infettiva”. E che tuttavia al momento non esistono nemmeno “prove conclamate” di questi mutamenti.
Nel frattempo in tutta Europa si parla di un pericoloso nuovo aumento dei casi, tanto da fare pensare all’ipotesi di un’imminente seconda ondata, che potrebbe quindi portare anche a nuovi lockdown. “Il pericolo c’è sempre. Bisogna sempre stare attenti“, si è limitato a dire il virologo, scienziato molto vicino al precedente presidente statunitense Barack Obama.
Giovanni Bernardi
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