Quando si sente parlare di “anello piscatorio” si potrebbe pensare a molte cose e, dato il nome, connetterlo all’attività della pesca. Non è così: il cosiddetto anello del pescatore ha una valenza religiosa molto importante e porta con sé una storia millenaria.

L’anello piscatorio cela dietro di sé una valenza simbolica molto profonda e molto importante. Il suo significato è ben più solenne di quanto si potrebbe pensare e si radica nella tradizione della Chiesa Cattolica da molti secoli. Il cosiddetto anello del Pescatore è il sigillo personale del Pontefice, un simbolo che dona, di per sé, autorità e servizio alla Chiesa: è l’oggetto che accompagna ogni Papa dal momento della sua elezione, fino alla sua morte. Ma, andando più a fondo e ricercando la storia di questo fondamentale simbolo, ci si chiede da dove derivi il suo nome. L’anello piscatorio del Pontefice prende il suo nome dall’effige che si trova incisa su di esso. Sappiamo infatti che, nella parte superiore di questo particolare anello, è inciso San Pietro, con la rete, mentre sta pescando. Questa immagine richiama un particolare passo evangelico, quale?
L’anello piscatorio e il passo evangelico
Il passo del Vangelo che viene ripreso dall’immagine presente sull’anello riguarda l’evangelista Matteo. Al capitolo quarto del suo libro, Matteo riporta le parole del Cristo, che dice: “Seguitemi e io vi farò pescatori di uomini” (fonte: Matteo, 4). Dunque, come ci insegna l’evangelista, la missione papale, mossa anche attraverso questo fondamentale sigillo, è proprio quella di “pescare” le anime, portandole alla salvezza attraverso un cammino di fede. Quando viene consegnato l’anello piscatorio al Pontefice?
La consegna
Quello della consegna dell’anello piscatorio è un momento di grande solennità. Il Pontefice riceve il simbolo papale quale guida della Chiesa e, dunque, successore di Pietro, attraverso la cerimonia che da inizio al suo Pontificato. Il Pontefice in carica, dal momento in cui riceve il simbolo di Pietro accetta in modo ufficiale la carica ecclesiastica più importante della Chiesa e, di conseguenza, si pone come guida spirituale della cristianità. Una curiosità risiede nel fatto che, a partire dalla missione pontificia di Giovanni Paolo I, l’anello del Pescatore viene solennemente consegnato al neoeletto Papa dal Cardinale decano del collegio cardinalizio proprio nella cerimonia di cui si è detto poc’anzi.
Il ruolo del Camerlengo a fine pontificato
Un altro aspetto peculiare e caratterizzante dell’anello piscatorio fa riferimento al suo “destino” quando il Pontefice termina il suo “cammino terreno”. Dunque, alla morte di un Papa, o in seguito alla sua rinuncia, l’anello viene simbolicamente distrutto dal Cardinale Camerlengo. Questo è un atto molto importante poiché segna la fine della sua autorità e impedisce che l’anello possa essere usato in modo improprio. Ma, l’aspetto centrale e più importante risiede nel fatto che l’anello piscatorio non simboleggia un simbolo di potere, quanto, invece, un simbolo di servizio. Si fa riferimento, in questo caso al servizio che il Pontefice presta alla Chiesa e a Dio. Questo è un dettaglio poco conosciuto, ma fondamentale. Il Pontefice, attraverso questo fondamentale simbolo, è chiamato ad essere proprio come Pietro, un pescatore di anime, al servizio della Chiesa.
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