Il Coronavirus ha minato anche la vita di tanti bambini che non hanno visto mai la luce. A causa della pandemia, infatti, molte visite in gravidanza sono saltate.
Molte mamme, a causa del Coronavirus, non hanno voluto effettuare visite importanti durante il periodo di gravidanza. E tanti bambini sono nati morti.
Potremmo definirla “una epidemia nell’epidemia”, quella che si è avuta nella Regione Lazio. Nel corso della prima ondata di pandemia da Coronavirus, molte sono state le mamme che, per paura o perché gli ospedali erano stati destinati prevalentemente peri malati di Covid, non hanno effettuato le dovute ed opportune visite di controllo per la loro gravidanza.
Il risultato? Il numero dei bambini nati morti, o morti a poche ore dalla nascita, è triplicato. È quanto emerge da uno studio coordinato da Mario De Curtis dell’università La Sapienza di Roma, che ha preso come riferimento i dati della regione dove vivono circa 5,8 milioni di persone e dove nascono circa il 10 per cento di tutti i nati italiani.
Lo studio, specifica, che non è solo da implicarsi alla pandemia da Coronavirus tale aumento di morti infantili (l’incidenza di tale malattia nelle donne in gravidanza è stata infatti molto bassa), ma lo si potrebbe imputare al fatto che le donne in gravidanza abbiano saltato le visite di controllo durante la quarantena, visite che dovevano tenersi in ospedale e che, molte future mamme, hanno saltato proprio per paura del Covid.
Una situazione che, da un lato, allarma, ma dall’altro ci fa anche pensare. Ci fa pensare a come un nemico così minuscolo ed invisibile possa far tanta paura, soprattutto a una mamma in attesa del suo bambino.
Fonte: romatoday.it
ROSALIA GIGLIANO
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