La storia ci dice che la croce era il segno del supplizio. Con Gesù Cristo, invece, la croce è diventata segno e simbolo di salvezza.
Quale croce ha portato Gesù? Una domanda che il cristiano più volte si è posto, alla quale però i Vangeli non hanno saputo dare una spiegazione approfondita.
La via del Calvario: Gesù la percorre integralmente con la croce sulle spalle. Lo raccontano i Vangeli. Inoltre, i Vangeli ci descrivono anche: “Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di Gesù” (MT 27, 32).
La nostra domanda è: che croce portava Gesù?
Nessuno ha rivelato mai i dettagli della croce sulla quale morì il Figlio di Dio. Per i Romani, la crocifissione era la punizione più comune per i criminali: è lo stesso Cicerone a definire “il supplizio della croce come il più crudele e disgustoso”. C’è da dire, però, che in nessun documento romano era identificata la vera struttura della croce di Gesù.
Uno storico, H. Shanks, nel corso dei suoi studi sull’identificazione del legno della croce, così ha scritto: “Il legno era difficile da reperire all’epoca. Allora i Romani utilizzarono montanti in legno già fissati a terra. Ciò significa che, chiunque venisse crocifisso, portava sulle spalle solo un’asse orizzontale” – spiega lo storico – “Secondo fonti, il condannato non portava mai sulle spalle la croce intera, anche se i Vangeli ci raccontano che Gesù l’abbia portata per intero”.
La storia è molto controversa. Un altro filone di storici, invece, sostiene che, solo attraverso uno studio approfondito della Sacra Sindone, è possibile osservare (ed avere la prova) che Gesù è stato l’unico a portare l’intera croce sulle sue spalle: “Analizzando la Sindone al computer, in particolare la parte che riguarda le spalle di Gesù, sono stati individuati due segni di abrasione, gli stessi che erano anche presenti sulla sua tunica.
Segni che indicavano uno schema di una croce, simbolo che due assi, messe insieme, sono state portate da Gesù. La differenza con gli altri condannati che portavano un’asse soltanto” – spiega lo scrittore H.Lackey, studioso della Sindone.
Altro punto oggetto di studio è il materiale con cui era fatta la croce di Cristo. Tantissimi sono i frammenti della stessa sparsi per il mondo, di diverso colore e di diversa tipologia di legno. La vera croce, quella ritrovata da Sant’Elena (e conservata per ben tre secoli prima del suo ritrovamento), si è pensato potesse essere di legno di cedro, legno incorruttibile ed usato come bene di lusso, anche dal re Salomone e dall’imperatore Giustiniano.
Forse non sapremo mai tutta la verità sulla croce di Cristo. Gesù non solo si è caricato del legno della croce, ma anche dei peccati di tutta l’umanità. Una umanità che, ancora oggi, non comprende a pieno il significato del suo sacrificio.
ROSALIA GIGLIANO
Segui tutte le nostre News anche attraverso il nuovo servizio di Google News, CLICCA QUI
Nel commento al Vangelo di Matteo, don Epicoco spiega che porgere l’altra guancia non vuol…
La solenne gloria alla Trinità e all'Unità indivisibile per celebrare la grandezza del Suo nome…
Successore del profeta Elia e strenuo difensore della fede contro l'idolatria, Sant'Eliseo ha guidato il…
Adoriamo la Santissima Trinità per riconoscere la grandezza, la bellezza e la bontà dell'Essere Divino,…
Commentando il Vangelo odierno, don Epicoco ricorda che la missione della Chiesa è frutto della…
L'invocazione a Maria Immacolata, custode dei misteri divini e vittoriosa contro ogni insidia del male,…