Tutti appartenenti ad associazioni con fini umanitari.
157 morti. Questo il bilancio dell’incidente aereo avvenuto, ieri in Etiopia. Un aereo, partito da Addis Abeba per Nairobi, non è mai arrivato a destinazione.
Dei 149 passeggeri a bordo, 8 erano italiani. Secondo la nota diramata dall’Ethiopian Airlines, “non si conoscono ancora le cause dell’incidente aereo”. Lo schianto è avvenuto alle 8.45 locali, pochissimi minuti dopo esser partito da Addis Abeba.
Oltre agli otto italiani, tante le nazionalità delle vittime presenti a bordo, quasi 35. Un aereo di pace potrebbe essere definito, visto che la maggior parte dei passeggeri apparteneva ad Onlus o a organizzazioni vicine all’ONU.
Le 8 vittime italiane appartenevano alle più varie categorie sociali: Sebastiano Tusa, archeologo ed assessore regionale ai Beni Culturali della regione Sicilia. Carlo Spini, Gabriella Vigiani e Matteo Ravasio della Ong Africa Tremila. Paolo Dieci della Ong Cisp; Virginia Chimenti del World Food Programme Onu. Ed ancora Rosemary Mumbi e Maria Pilar Buzzetti.
L’aereo era un Boeing 737 nuovo che, secondo le notizie diramate dalla compagnia etiope, non ha mai dato problemi di alcun genere. Gli ultimi controlli di routine erano stati effettuati proprio a metà novembre dello scorso anno.
Il cordoglio unanime da parte di tutte le principali cariche dello stato Italiano: dal premier Conte che, ieri sera, ha twittato: “E’ un giorno di dolore. Ci stringiamo ai familiari delle vittime”. Al presidente della Camera, Fico: “Sono vicino alle famiglie delle vittime dell’incidente aereo in Etiopia”. Al presidente del Senato, Casellati: “Esprimo il mio più vivo cordoglio ai familiari delle vittime, molte delle quali in Africa per ragioni umanitarie”. al ministro del MIBACT, Bonisoli: “Esprimo il più sincero cordoglio ai familiari delle vittime”.
Una piccola goccia di pace in un mare di odio e violenza: erano questi tutti i passeggeri dell’aereo precipitato. Volavano in Africa per prestare aiuto e dare sollievo alle popolazioni in difficoltà, quasi in pieno rispetto delle parole di Gesù, descritte nel Vangelo: “Qualunque cosa avete fatto ai più piccoli, l’avete fatta a me”. Risollevare le sorti di un intero continente non è facile, ma chi si adopera in organizzazioni umanitarie e non governative, adempie a pieno la parola del Vangelo. E questo era ciò che facevano questi nostri 8 connazionali. Preghiamo per le loro anime.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: Ansa.it
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