È morta Suor Paola: l’opposizione della madre alla sua scelta vocazionale

È morta suor Paola, la suora famosa per essere tifosa della Lazio e conosciuta dal pubblico televisivo. La sua vocazione era stata ostacolata dalla madre, ma è stata più forte di tutto. 

Morte Suor Paola
Morta Suor Paola D’Auria – lalucedimaria.it

Tra i volti religiosi noti nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento televisivo c’era suor Paola D’Auria, che ha concluso la sua vita terrena ieri sera, a causa di una malattia incurabile. 

È diventata famosa per le sue partecipazioni alla trasmissione televisiva della Rai “Quelli che il calcio” condotta da Fabio Fazio. La suora, che adesso aveva 77 anni, ha avuto un periodo di grande notorietà proprio quando andava in onda quel programma.

Ha inaugurato una figura che ancora non esisteva nel panorama della Tv, quella della religiosa che fa la commentatrice sportiva. Ma la suora, che apparteneva all’ordine delle Suore scolastiche francescane di Cristo Re non faceva solo quello: erano diverse le attività in cui si impegnava, principalmente di carattere caritativo.

Morta suor Paola D’Auria: una vocazione ostacolata dalla madre

Era nata a Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria, il 27 agosto 1947 e da giovanissima ha avvertito la vocazione alla vita consacrata. Ha vestito l’abito francescano e ha portato avanti diverse opere di carità verso categorie ai margini della società.

Suor Paola D'Auria
Suor Paola e la vocazione ostacolata dalla madre – lalucedimaria.it

Ma la sua scelta non è stata accolta nel migliore dei modi all’interno della sua famiglia. Suor Paola era giovane, e sua madre aveva altri sogni per lei. Desiderava che la figlia si sposasse, che diventasse moglie e madre: pensava che solo questa potesse essere la via per la realizzazione della donna.

La vocazione religiosa è però una strada altrettanto valida per raggiungere quello che è il fine ultimo della vita di una persona, e quindi di una donna: la santità. Non è stato certamente facile per lei affrontare l’ostilità della madre. 

Suor Paola lo ha raccontato un paio di anni fa nella trasmissione di Pierluigi Diaco “Bella Ma”. Ripercorreva il suo passato condividendo i suoi ricordi, anche quelli più amari, come la mancata accettazione da parte della madre di una scelta così importante.

Aveva 20 anni quando ha deciso di entrare in convento, ma poiché all’epoca era ancora minorenne perché la maggiore età legale si raggiungeva a 21 sua madre chiamò la polizia per farla rientrare a casa.  Quando lei entra in noviziato la madre fa intervenire anche il Tribunale dei minori pur di impedire che figlia dedichi tutta se stessa a Dio. Ci sono momenti di grande tensione: la polizia va in convento ma trova solo una ragazza che ha fatto una scelta libera e consapevole.

L’accettazione non arriva neanche successivamente perchè al momento della professione dei voti nessun familiare si presenta a condividere la gioia di un momento così solenne.  Nonostante la sofferenza la sua fede l’ha portata a comprendere e a non serbare rancore per le ferite subite, ma a perdonare e cercare una riappacificazione che poi si è verificata nel corso degli anni. Con determinazione suor Paola ha scelto di fare ciò che sentiva essere la cosa giusta: l’amore di una madre può anche essere egoistico, ma quello di Dio è incondizionato e perfetto.

Una fede sempre legata alla carità

La squadra della Lazio, a cui suor Paola era tanto fortemente legata come accanita tifosa, piange una donna che ha saputo far emergere gli aspetti migliori dello sport e la sua capacità di unire le persone. 

Suor Paola D'Auria
Suor Paola e le attività caritative – lalucedimaria.it

Suor Paola si è interessata dei detenuti e delle persone vittime della violenza e della povertà ed è sempre stato molto forte il suo impegno a favore dei giovani. Per operare al meglio ha fondato, insieme ad un gruppo di volontari, che l’hanno affiancata, l’associazione “So.spe” (Solidarietà e speranza) a Roma.

Prima di prendere i voti il suo nome era Rita. La scelta del nome preso dopo la consacrazione è stato  dovuto al giorno in cui ha scoperto la sua vocazione, il 25 gennaio, data della conversione di San Paolo sulla via di Damasco.

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