L’uomo spesso cade vittima di una delle illusioni più pericolose, ovvero quella di pensare di poter dominare la realtà che lo circonda, compresa la natura.
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L’uomo tende a sovrastimare il proprio potere, credendo che ogni pensiero o evento dipendano esclusivamente da lui. La lettura di uno dei Santi più stimati della storia ci introduce a questo tema.
I pensieri e gli scritti dei Santi della storia ci hanno spesso insegnato a ripercorrere tematiche fondamentali nel percorso di vita cristiano. In questo caso, ad offrirci una chiave di lettura e di interpretazione di un tema fondamentale è il pensiero di San Bernardo di Chiaravalle. In merito al discorso legato al potere, il Santo ci offre una lettura che ci invita a riflettere molto profondamente.
Il suo passo evidenzia, infatti, la profonda riflessione sull’uomo e sul suo rapporto con la realtà che lo circonda. Di conseguenza, l’uomo tende ad avere una presunzione di poter dominare tutto ciò che gli sta attorno. Nel suo scritto, San Bernardo sottolinea una caratteristica molto importante dell’essere umano, ovvero quella di cadere, spesso, vittima dell’ignoranza. Proprio questa ignoranza, infatti, lo porta a sovrastimare il proprio potere. In tal senso, il termine stesso “ignoranza” non viene inteso in senso “semplicistico”, come una carenza di conoscenza, ma come una condizione molto più profonda che riguarda la mancanza di consapevolezza in merito alla propria natura e alla relazione con il mondo e con Dio.
L’uomo e l’inganno del potere
A tal proposito, San Bernardo ci descrive l’inganno all’interno del quale l’uomo tende a cadere. L’uomo, secondo il pensiero del Santo, crede che le sue azioni e il suo pensiero siano l’unica causa di ciò che accade. Questa è un’illusione pericolosa, perché porta a far crescere nell’uomo una sensazione di controllo, che in realtà non gli appartiene. Si tratta, ci ricorda San Bernardo, di una deformazione della realtà. Le parole di Bernardo, in merito a questa tematica, sono molto chiare: “Accecato dall’ignoranza, l’uomo attribuisce a se stesso più di quanto conviene: il dominio sulla realtà. Cosa che avviene quando l’uomo tratto in inganno dall’ignoranza, crede buona qualunque cosa dentro di lui e soprattutto crede che provenga da lui. La causalità nella quale l’uomo è immesso diviene la dina- mica depressiva in quanto l’uomo non può costantemente do- minare sulle cose: “si attribuisce un merito più del dovuto” (fonte: De Diligendo Deo, San Bernardo di Chiaravalle).
Un controllo limitato
Da queste parole, si capisce in maniera netta come in realtà, il controllo dell’uomo sia fragile e limitato. Questo porta a un conflitto interiore, perché l’uomo si sforza di dominare qualcosa che in realtà non può controllare. Questa diventa, conseguentemente, una delle cause della sua sofferenza. Il Santo, all’interno del suo pensiero, parla anche di “depressione esistenziale”. La costante aspirazione di dominio su tutto porta inevitabilmente a una condizione del genere. Questa si verifica proprio perché l’uomo, a un certo punto della sua vita, si rende conto di non avere il controllo su tutto. La speranza di potere e controllo va dunque a infrangersi , lasciando spazio a una profonda frustrazione. Il messaggio che il Santo ha inserito nella sua opera vuole portarci a riflettere su un cambio di prospettiva e, allo stesso tempo, all’abbandono di quel fardello che porta ad attribuirci un potere che non ci appartiene.
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