Più volte si è parlato di circostanze in cui gli aborti vengono favoriti e consigliati, in particolar modo quando si parla di portatori di handicap e, specificamente, se si tratta di bambini con la Sindrome di Down.
Altrettante volte si è parlato di come molti di questi ragazzi, sostenuti dalle famiglie e da tante associazioni pro-life, prima, assistenziali, poi, riescano a trovare una propria identità, una personale vocazione e a realizzarla.
Tante sono infatti i gruppi che sotengono le attività mosse a restituire ai Down una dignità che esalti la loro innata sensibilità, contrastando una cultura della perfezione che vorrebbe tutti alti, snelli e belli, con un’anima opzionale.
E’ quindi più che opportuno segnalare le molte attività che in Italia, come nel resto del mondo, sostengono le “vittime” della Trisomia 21 e le loro famiglie.
Questa volta il nostro percorso ci porta nella splendida città turca di Istanbul, in cui un bar, chiamato proprio Cafè Down assume ragazzi e ragazze, appunto, Down, con lo scopo di renderli autonomi e fiduciosi nelle loro capacità.
E’ un progetto del signor Saruhan Singen, che ha avuto personalmente la possibilità di crescere una bambina Down e di creare un posto di lavoro anche per lei.
La caffetteria è stata aperta nel 2011 e, dopo un primo periodo iniziale di diffidenza della clientela nei confronti di quei ragazzi, i pregiudizi sono stati abbandonati e l’iniziativa ha decollato. Anche la Tv se n’è occupata ed ne ha diffuso la fama.
Ogni giorno, dalle ore 09:00 alle ore 17:00, i dipendenti Down del bar, e anche molti volontari, accolgono le persone per un ottimo caffè turco e non solo.
In Turchia, come in altri Paesi nel mondo, è urgente e necessario sostenere una migliore assistenza medica per le persone in difficoltà, che spessissimo dimostrano di essere specialissime e utilissime alla società. E’ fondamentale che le istituzioni lavorino sinergicamente, per offrire loro una vita da persone indipendenti ed autosufficienti.
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