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La galleria sul San Gottardo è una dissacrazione? scopriamo perchè

Abbiamo parlato numerose volte di come gli stati europei abbiano sradicato dalle loro costituzioni ogni segno religioso, slegando in questo modo le nazioni dalla religione e dall’azione benefica del Signore. Alla decisione di costituire uno stato laico ne è susseguita l’eliminazione forzata dei simboli religiosi da ogni edificio pubblico. Questo atto di laicizzazione è stato visto dai religiosi come una dissacrazione del territorio nazionale, un modo per favorire l’avanzata di una cultura opposta a quella religiosa e di conseguenza vicina ai voleri e alle ambizioni del signore oscuro.

In alcuni ambienti religiosi, insomma, queste azioni vengono viste come il chiaro avanzamento dell’influenza demoniaca nella società moderna. Se da un punto di vista assolutamente teorico e teologico, le istanze religiose sulla laicizzazione della società trovano un riscontro nella più comune e condivisa razionalità (è logico sebbene può essere non condiviso dai più), meno sensate appaiono le parole apocalittiche riguardo alla cerimonia d’apertura della galleria ferroviaria che attraversa il San Gottardo.

Sin dall’antichità il massiccio alpino è considerato un punto di snodo per il mondo (quanto meno per quello europeo) questo perché il grosso monte si trova a pari distanza dalla Sicilia e dalla Jutland, dalle coste portoghesi alle pianure russe. Inoltre dall’impenetrabile altura alpina discendono corsi d’acqua che sfociano in tutti i mari d’Europa: dal San Gottardo, infatti, hanno origine il Reno, la Reuss, il Rodano e il Ticino, quattro grandi fiumi che sfociano rispettivamente nel Mare del Nord, nel Mediterraneo e nell’Adriatico, mentre un quinto fiume, l’Inn, si getta nel Danubio, sfociando infine nel Mar Nero. Parlando del San Gottardo, lo scrittore svizzero Gonzague de Reynold lo paragona ad una croce costruita direttamente nel granito (altre volte l’ha definita un aquila dalla ali spiegate) per via della forma che assume dall’alto grazie alla catene montuose che da esso si estendono: le Alpi Retiche e le Alpi Penniche. In Svizzera questa simbologia è ampiamente accettata al punto che nella loro bandiera viene riportata questa forma a croce, che altro non è se non una stilizzazione del colosso montuoso.

In sostanza il San Gottardo rappresenterebbe una croce naturale e spezzarla costituirebbe una dissacrazione, almeno secondo de Reynold che in uno dei suoi libri scrive: “Alla croce del tuo stendardo, alla croce della tua storia, corrisponde la croce della tua terra. Essa è iscritta nel granito e ci vorrebbe uno sconvolgimento della terra e del globo, ci vorrebbe il crollo delle montagne, la fine del mondo per cancellarlo”. Dunque per chi crede che il San Gottardo sia qualcosa in più di una mera simbologia, la creazione della ferrovia risulta un vero e proprio atto dissacratorio. Fonti sostengono, inoltre, che durante la cerimonia d’apertura, lo spettacolo abbia avuto delle forti connotazioni esoteriche, ecco quanto riferito in un articolo di ‘Radici Cristiane’:

“ La leggenda del Ponte del diavolo (Teufelsbruecke) ha dato pretesto al regista per rendere un atto pubblico di omaggio al principe delle tenebre. Lo spettacolo, di cui Mauro Faverzani ci offre in questo numero alcuni significativi dettagli, è stato dominato infatti dalla figura di un uomo rivestito da caprone-stambecco, chiara personificazione del demonio. Donne vestite di bianco come vestali lo riverivano, mentre, accanto a streghe ed a fantasmi, sfilavano giovani seminudi e venivano portati in processione crani cornuti. Sul volto dell’uomo-caprone raffigurato in un grande schermo fluttuavano tre scarabei, simboli per eccellenza dell’iniziazione massonica”.

Se anche la cerimonia avesse avuto simili rimandi, pensiamo davvero che l’apertura di una galleria ferroviaria sia stata una cerimonia di stampo satanista solo perché il San Gottardo rappresentava secondo alcuni una Croce in granito? Per l’autore dell’articolo di cui sopra non ci sono dubbi, tanto che scrive: “Parlare di satanismo può sembrare esagerato solo a chi ignori l’influsso crescente del demoniaco nella cultura e nei costumi europei. Le sette sataniche proliferano nel mondo e soprattutto si moltiplicano le pubblicazioni, i siti internet, i social network dedicati al satanismo. La musica è uno dei più efficaci veicoli di contenuti satanici”. Che si creda o meno a questa pseudo verità, una preghiera in più non può che aiutare, ma i problemi su cui concentrare le nostre invocazioni a Dio dovrebbero essere rivolte a ben altro invece che a un presunto segno dell’apocalisse.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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