GIOVEDI’ DELLA XVI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».
( Mt 13, 10-17 )
Nella luce della fede *i nostri occhi vedono e i nostri orecchi ascoltano. La venuta del nostro Salvatore è stata da sempre “un segno di contraddizione” come disse il Santo vegliardo Simeone a Maria e Giuseppe nel Tempio. Egli, infatti, è salvezza per quelli che lo accolgono e condanna eterna per quelli che lo respingono._* Gesù parlava in parabole per un popolo il cui cuore si era indurito e la sua parola respinta diventava giudizio di condanna e a questi suoi uditori veniva tolto ogni luce: ” a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”. Ma a quelli che accoglievano la sua parola, ai suoi discepoli, avendo “la buona volontà dell’ascolto”, veniva dato con abbondanza la sapienza della rivelazione e per questi suoi amici e discepoli Gesù non usava le parabole ma parlava apertamente del Regno dei cieli. Non basta soltanto “udire”la Parola, bisogna “ascoltarla”; non giova solo “guardare”, occorre “vedere”! Anche oggi vale questo dinamismo interiore per accostarsi a Gesù: noi cristiani siamo diventati solo “uditori” e i nostri i occhi si fermano solo a “guardare”? Preghiamo con viva fede perché ci sia data quella beatitudine per cui “i nostri occhi vedono e i nostri orecchi ascoltano”.
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