Missionaria già al tempo della guerra nei Balcani, Suor Cornelia oggi è un punto di riferimento per bisognosi e fedeli a Medjugorje.
In un’intervista la religiosa forniva dei consigli utili per educare il prossimo alla misericordia e alla comunione.
In un bellissimo intervento in un omelia tenutasi nella parrocchia di Medjugorje, Suor Cornelia, fondatrice dell’opera delle Suore Missionarie della Famiglia Ferita, ha voluto condividere con i presenti un consiglio utile per educare il prossimo alla misericordia ed alla comunione. Da sempre in prima linea nella carità e nell’aiuto ai bisognosi Suor Cornelia fondò l’ordine in uno dei periodi più duri dell’ex Jugoslavia. Nel periodo della guerra civile quando le atrocità degli uomini incrementavano il numero degli orfani a dismisura, l’opera di suor Cornelia diede aiuto a madri e bambini procurando loro cibo e protezione.
Purtroppo non è possibile trovare delle informazioni riguardanti Suor Cornelia prima del suo approdo in Bosnia. Ciò che si sa di lei è legato alla comunità Suore Missionarie della Famiglia Ferita che ha fondato. Questo gruppo è stato molto attivo in Bosnia sia durante il periodo della guerra che nel dopoguerra. Con il passare del tempo Suor Cornelia e la sua comunità sono divenute un simbolo di carità e supporto. La vocazione della comunità a condividere, collaborare e servire i poveri si è tramutata in un luogo fisico: il centro d’accoglienza con sede a Medjugorje. Proprio in queste ore, quel luogo in cui adulti e bambini trovano assistenza morale, materiale e medica gratuita è stato distrutto dalle fiamme.
Adesso la religiosa vive a Medjugorje e continua a dare sostegno ai bisognosi e quando può parla ai pellegrini della sua esperienza e del modo corretto di vivere secondo gli insegnamenti di Dio. In uno dei suoi ultimi interventi ha detto: “Io mi occupo ma non mi preoccupo, se vogliamo ottenere qualcosa da un bambino diciamogli: tu che sei tanto bravo. Noi sappiamo che non è bravo per niente, lo stesso vale a mio avviso con gli adulti. Prima lo smonti, poi lo rimondi. Per andare verso l’altro ci vuole tanto tanto amore, poi tanta preghiera, pazienza, benevolenza, …nella famiglia bisogna passar sopra, raddolcire per ottenere. Per ottenere bisogna pregare, per pregare bisogna piegare le ginocchia e pregare affinché io diminuisco e Lui cresce in me nell’umiltà, nell’amore, nella pace e nel perdono.
un sorriso ti porta nel paradiso e non costa niente. Cerchiamo di brontolare meno in famiglia e di pregare di più perché la lingua non ha le ossa ma spezza le ossa, cerchiamo di non spezzarle. San Giacomo ha detto: ‘Chi non pecca con la lingua è santo. Per Cristo è importante non essere importante. Più umiltà, meno orgoglio in famiglia: 1 virtù la pazienza, 2 la pazienza, 3 la pazienza, 4 avere pazienza per quelli che ti parlano di pazienza. Grande virtù la pazienza! Bastano 3 parole in famiglia come dice papa Francesco: permesso, scusa e grazie. Il troppo benessere uccide l’essere. Progresso a volte è regresso. A volte non si prega in famiglia perché ci si vergogna l’uno con l’altro, non perché non c’è desiderio di pregare. Dio e la nostra gioia e speranza, coraggio!”.
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Luca Scapatello
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