La canzone, il parlare comune non rispetta più la fede: le offese contro la religione non partono più sono dalle parole dell’uomo.
Offese che arrivano dai videogiochi, dalle feste blasfeme, dalle parole del Vangelo usate in modo inappropriato: cosa sta succedendo alla nostra religione.
Siamo davanti ad un vero e proprio “boom di offese” alla religione cattolica: frasi di canzoni con un doppio senso, la preghiera dell’Ave Maria intonata in tono blasfemo. C’è chi ha visto, forse per rimorso di coscienza, opportuno ritirare dal mercato una canzone dal titolo “Tu e D’io” (all’interno della quale era intonata un’Ave Maria blasfema).
Tale canzone non ha sbeffeggiato solo la preghiera del saluto dell’Angelo alla Vergine, ma si è spinta anche oltre: uno sfregio anche alla Santissima Trinità e all’episodio della crocifissione di Gesù (“Nel nome dell’Ipad, Iphone e lo spirito Samsung”…giusto per citare uno dei versi più offensivi).
Una canzone che offende, non solo la fede, ma ogni cristiano in maniera inqualificabile.
Siamo davanti a una cristianofobia che dilaga? Purtroppo sì, e i casi di offese sia ai cristiani che a Dio continuano ad essere sempre più attuali. L’ultimo episodio è accaduto all’Ateneo di Bologna: una festa studentesca che mascherava una bestemmia, parodiava il dogma dell’Immacolata Concezione. L’immagine di Maria circondata da preservativi: una bestemmia, un sacrilegio, un simbolo del fino a che punto arriva l’ignoranza e la stupidità umana.
Ma non è finita qui: le offese sono anche per Gesù e passano attraverso un videogame. La nuova moda è quella di un videogame sulla vita di Gesù. Il racconto della sua vita e di ciò che è scritto nei Vangeli, diventa una sfida interattiva, dove i miracoli diventano simulazioni per ottenere punteggio più elevato per il personaggio: “Siamo arrivati al dissacrante. Stiamo perdendo il senso del sacro e non ce ne accorgiamo.
Si passa dal togliere Gesù nelle scuole al trasformare la sua vita in un videogioco. Noi cristiani siamo chiamati a celebrare Dio: se, per primi, noi cristiani non abbiamo rispetto di noi stessi, non lamentiamoci, poi, che gli altri non ci rispettano” – ha dichiarato, con forza, padre Antonio Mascali, parroco della Chiesa Nostra Sinora del Carmine di Cagliari, quando ha letto la notizia del videogioco.
Insomma: dal videogioco sulla vita di Gesù, all’immagine blasfema di Maria e del suo essere Vergine Immacolata, ai libri per bambini con storie di demoni. A cosa stiamo arrivando? Dove stiamo portando le future generazioni?
Ribadire con forza il nostro appartenere a Cristo, il nostro essere figli di Dio non è solo un dovere, ma una necessità. Come ci ha detto più volte Papa Francesco: “Non dobbiamo vergognarci di essere di Cristo”.
Ma, a quanto pare, c’è chi non ha rispetto del credo religioso, qualunque esso sia. Ma, tu che non rispetti, cosa credi di aver ottenuto? Se una persona ha fede salda e certa, passerà oltre le tue sciocchezze, dando loro il giusto peso che si meritano, cioè nullo.
Se non vuoi credere, passa dal lato (almeno) della civiltà: lascia stare Dio, i Santi e la Madonna e rispetta chi in loro crede e si rifugia.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: interris.it
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