Sacerdote domenicano, muore martire, ucciso proprio fuori dalla casa di Dio, dove ha appena finito di predicare contro le eresie. Cerca di dissipare, con il suo zelo apostolico, gli attriti che ci sono fra le varie comunità cristiane piemontesi.
La sua lotta e la sua volontà di educare cristianamente contro le eresie gli è valsa, sì, la vita terrena, ma ha ricevuto la corona del martirio nei Cieli.
In questo nono giorno del mese di aprile, la chiesa venera il Beato Antonio Pavoni. Nasce da una nobile famiglia. A 15 anni, invece di prepararsi per una professione redditizia, decide di farsi frate domenicano entrando nel convento di Savigliano, in Piemonte dove, terminati gli studi, dieci anni più tardi viene ordinato sacerdote.
A 39 anni diventae Inquisitore generale per la Lombardia, la Liguria e il Piemonte, succedendo a Pietro Cambiani. In un territorio come il Piemonte quest’ufficio è molto importante: nelle valli alpine vivevano numerose comunità considerate eretiche e i loro rapporti con la Chiesa cattolica sono assai tesi.
Pavoni s’illude di poter risolvere questi dissidi con la persuasione e lo zelo apostolico: ottiene non pochi successi, ma si attira l’ostilità di alcune comunità, che più volte lo minacciano di morte.
Viene ucciso a Bricherasio, appena uscito dalla chiesa nella quale ha celebrato la Messa, da alcuni valdesi nella piazza del paese.
Viene inizialmente sepolto nel paese natale e tra i suoi devoti si sparge la voce che la sua tomba fosse stata fonte di diversi miracoli. Il suo corpo è conservato nella chiesa domenicana di Racconigi.
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O spiriti celesti e voi tutti Santi del Paradiso, volgete pietosi lo sguardo sopra di noi, ancora peregrinanti in questa valle di dolore e di miserie.
Voi godete ora la gloria che vi siete meritata seminando nelle lacrime in questa terra di esilio. Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l’oggetto e il fine dei vostri godimenti. O anime beate, intercedete per noi!
Ottenete a noi tutti di seguire fedelmente le vostre orme, di seguire i vostri esempi di zelo e di amore ardente a Gesù e alle anime, di ricopiare in noi le virtù vostre, affinché diveniamo un giorno partecipi della gloria immortale.
Amen.
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