Il Reverendo Padre Angelo dei Domenicani torna a far chiarezza su un tema molto complesso: il rapporto che avremo con i nostri cari in Paradiso.
Chiarezza e semplificazione: con questi termini si possono definire le risposte che il Reverendo Padre Angelo dei Domenicani offre ai fedeli, immersi da innumerevoli dubbi. Il tema che oggi Padre Angelo va a chiarire si riferisce alla vita dopo la morte. In particolar modo, una fedele ha chiesto al Reverendo Padre se in Paradiso saremo in grado di riconoscere i nostri cari. Questo dubbio nasce da un colloquio con una cara amica, la quale sosteneva che in Paradiso non ci saremmo più riconosciuti e questo ha causato un senso di disagio nel suo animo. La risposta di Padre Angelo ha chiarito ogni aspetto della questione.
Il Reverendo Padre Angelo mette subito in chiaro un concetto: quanto da lui sostenuto non proviene da rivelazioni di mistici, né tanto meno di Santi, ma direttamente dalla parola di Dio. La Comunione dei Santi, infatti, è una teoria che ci viene direttamente dalla Scrittura: da lì apprendiamo come il Paradiso sia “comunione con Dio e comunione con i Santi”. Dunque, il dubbio è lecito: se, dopo aver vissuto in comunione con il Signore, con la Madonna, con gli Angeli e con i Santi, questo venisse meno in Paradiso, sarebbe molto strano.
Perché – chiede il Sacerdote – se il Signore vuole che nella vita si viva in comunione tra di noi, così non dovrebbe essere anche in Paradiso, il quale rappresenta il compimento di quanto abbiamo iniziato sulla terra? A questo punto, il Padre domenicano richiama un passo emblematico in tal senso. Si tratta del Vangelo di Luca, al capitolo 28. In questo passo, Gesù insegnava che per chiunque abbia perseverato e vissuto nella fede, Dio prepara un Regno. In questo Regno, lo stesso che Dio ha preparato per il Signore tutti i presenti mangeranno e berranno alla mensa del Signore.
Dunque, è il Signore stesso a far luce sui dubbi relativi al Paradiso. Il Paradiso, come Gesù ci ha insegnato, è anche “sedere a mensa”, dunque, condivisione perfetta con Abramo, Isacco, Giacobbe e tutti i Santi, anche con i nostri cari. Ce lo ha insegnato il Maestro, mediante le parole dell’evangelista Matteo (11 10-12): “Ora io vi dico che molti verranno dall’Eriente e dall’Occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel Regno dei cieli”.
È vero, anche San Paolo ci insegna, parlando della “fine del mondo”, che andremo in alto, incontro al Signore. Per cui, come ribadisce anche Padre Angelo, il Paradiso “è stare con il Signore”. Ma il Signore ha voluto che ci aiutassimo a vicenda, immersi nello spirito di carità e così, allo stesso tempo, vuole che “il Paradiso lo godiamo tutti insieme nell’unità perfetta anche tra di noi” (fonte: amicidomenicani.it).
Fabio Amicosante
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