Un viaggio apostolico particolare quello scelto da Papa Francesco. Il Madagascar è un esempio di solidarietà e carità evangelica verso gli ultimi.
La visita di Francesco alla Città dell’Amicizia, un progetto nato 30 anni fa per opera di un missionario per dare un tetto ai più poveri.
Papa Francesco sceglie un posto particolare da visitare in Madagascar: la “Città dell’Amicizia”, fondata dal missionario don Pedro Opeka ben 30 anni fa, affinchè tutti potessero avere almeno un tetto. “Le vostre grida si sono trasformate in canti di speranza per voi e per tutti quelli che vi guardano” – ha detto Francesco.
Una folla festante ha accolto il Santo Padre: centinaia le famiglie e i ragazzi che si sono radunati sotto il grande capannone, insieme al missionario vincenziano Pedro Opeka, fondatore della Città dell’Amicizia di Akamasoa.
“E’ una grande gioia per me trovarmi in mezzo a voi. Akamasoa è la testimonianza della presenza di Dio in mezzo al suo popolo povero: non una presenza sporadica, ma una presenza viva e costante. Questo villaggio porta, infatti, con se una lunga storia di coraggio e aiuto reciproco. Tutto questo è il risultato di un lavoro lungo anni, ma dove alla base c’è sempre la fede, quella salda e forte” – ha detto Francesco, nel suo discorso.
“Una fede che ci ha permesso di vedere la possibilità là dove si vedeva solo la precarietà, di vedere la vita là dove c’era solo distruzione. Qui la fede non è mai morta” – ha continuato il Pontefice.
Una fede che ha, davvero, il senso di famiglia: “Un’educazione ai valori, all’impegno, al custodire un tesoro: questo è quello che vi è stato trasmesso. Il tutto è partito con padre Opeka e le sue prime famiglie. Lui vi ha trasmesso un enorme tesoro di disciplina, rispetto di se e degli altri. E avete potuto capire che il sogno di Dio non è solo progresso personale, ma anche comunitario. Nessuno può vivere solo per se” – ha detto Papa Francesco.
Un ultimo saluto, poi, ai giovani: “Non arrendetevi mai di fronte agli effetti nefasti della povertà, non cedete mai alla tentazione di una vita facile. Cari giovani questo lavoro realizzato dai vostri anziani, sta a voi portarlo avanti e la forza per farlo la troverete nella vostra fede. Lasciate sbocciare in voi i doni che il Signore vi ha dato” – ha concluso Francesco.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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