Accogliere chi scappa dalla propria terra: questo è l’appello che Papa Francesco fa durante la sua settimanale udienza.
“Fare esperienza di salvezza e non trattenerla per se”: Papa Francesco incentra la sua attenzione sul concetto del naufragio e dell’accoglienza.
In occasione della settimanale udienza del mercoledì, il Santo Padre ha scelto di parlare di un argomento particolare: quello dell’accoglienza. “Le difficoltà, la fede, il bene provato che rende il cuore aperto e sensibile alla solidarietà verso gli altri”. Con queste parole, Francesco introduce la sua catechesi.
“Come San Paolo naufragò a Malta, quanti sono oggi i migranti che non riescono ad approdare sulle nostre coste e muoiono in mare. Chiediamo oggi al Signore di aiutarci a vivere ogni prova sostenuti dall’energia della fede.
E ad essere sensibili ai tanti naufraghi della storia che approdano esausti sulle nostre coste, perché anche noi sappiamo accoglierli con quell’amore fraterno che viene dall’incontro con Gesù. È questo che salva dal gelo dell’indifferenza e della disumanità” – ha introdotto il Pontefice.
Dagli Atti degli Apostoli, Francesco ci parla del viaggio di San Paolo verso Roma. Un viaggio pericoloso, specie quello per mare, ma affrontato con la fede retta e salda in Dio: “Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare, ed ecco, Dio ha voluto conservarti tutti i tuoi compagni di navigazione”, disse a Paolo un Angelo del Signore. Anche nella prova, Paolo non cessa di essere custode della vita degli altri e animatore della loro speranza.
Arrivato a Malta, Paolo inizia la sua predicazione come un ministero di compassione, in particolare nella guarigione dei malati”.
“Il bene tende sempre a comunicarsi. Ogni esperienza di verità e di bellezza cerca per se stessa la sua espansione, e ogni persona che viva una profonda liberazione acquisisce maggiore sensibilità davanti alle necessità degli altri. Anche in mezzo ad apparenti fallimenti, Dio può agire in ogni circostanza perché chi si offre e si dona a Dio per amore, sicuramente sarà fecondo” – ha concluso Francesco.
Il Santo Padre ci invita, inoltre, a rivolgerci sempre a Dio nei momenti più tristi della nostra vita: “Nei momenti più tristi della nostra vita, nei momenti più angoscianti e di prova non dobbiamo avere paura ed essere audaci come lo è stato Paolo, perché Dio veglia su di noi, è sempre vicino a noi”.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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