Con il ritorno in Vaticano, per la sua convalescenza a Casa Santa Marta, Papa Francesco non ha mancato, anche oggi, di far pervenire il testo della sua catechesi del mercoledì, oggi incentrata sul brano del Vangelo di Gesù e la Samaritana.

Un brano, fonte di ispirazione che ci dà la possibilità, insieme al Pontefice, di inoltrarci nella ricerca di Gesù che è la nostra vera e sola speranza, anche quando attorno non sembra andare per il verso giusto: “Gesù ci attende e si fa trovare proprio quando pensiamo che per noi non ci sia più speranza” – scrive Francesco.
Dopo più di 30 giorni in ospedale, il Papa torna a casa e inizia, con parsimonia e in tranquillità, la ripresa del lavoro che deve lasciare sempre spazio al riposo ed alle cure mediche. Ma nonostante tutto, non vuole far mancare la sua presenza, anche attraverso le catechesi, a tutti i fedeli. Leggiamo insieme cosa ha da dirci.
Il Papa ci parla di Gesù e della Samaritana
Papa Francesco ha fatto inoltrare a tutti, perché potessimo meditare e leggere con lui, la catechesi del mercoledì di oggi. Il tutto parte dal brano del Vangelo dell’incontro fra il Signore Gesù e la donna Samaritana: un punto di partenza per parlare, anche, di quegli incontri che cambiano la vita, proprio come è successo alla samaritana: “Sono incontri che ci sorprendono, e all’inizio forse siamo anche un po’ diffidenti: cerchiamo di essere prudenti e di capire che cosa sta succedendo” – spiega.
La samaritana non si aspettava di incontrare quell’uomo sulla sua strada, eppure quell’incontro è avvenuto: “[…] Gesù avrebbe potuto scegliere un’altra strada e non attraversare la Samaria. Sarebbe stato anche più sicuro, visti i rapporti tesi tra giudei e samaritani. Lui invece vuole passare da lì e si ferma a quel pozzo proprio a quell’ora”.
Gesù aveva sete dell’acqua sì, ma anche di fare qualcosa per quella donna, di salvarla. E Francesco ci spiega: “[…] Ma Gesù qui ha sete prima di tutto della salvezza di quella donna. È un momento di rivelazione. Gesù si fa conoscere da lei come il Messia e inoltre fa luce sulla sua vita.”.
Ciò che stupisce maggiormente la donna è che Gesù sapeva tutto di lei: “[…] Quando si accorge che Gesù conosce la sua vita, la donna sposta il discorso sulla questione religiosa che divideva giudei e samaritani, questo capita a volte anche a noi mentre preghiamo: nel momento in cui Dio sta toccando la nostra vita coi suoi problemi, ci perdiamo a volte in riflessioni che ci danno l’illusione di una preghiera riuscita. In realtà, abbiamo alzato delle barriere di protezione” – continua.

L’incontro che non ci fa perdere la speranza
È una vera e propria esperienza d’amore che Gesù volge a quella donna: “[…] Le parla del Padre, che va adorato in spirito e verità. E’ proprio dall’esperienza di sentirsi amati che scaturisce la missione. E quale annuncio potrà mai aver portato se non la sua esperienza di essere capita, accolta, perdonata?”.
Questo porta anche noi, conclude il Papa, a non perdere la speranza in quell’incontro, in quella vicinanza piena con Gesù: “[…] Non perdiamo la speranza! Anche se la nostra storia ci appare pesante, complicata, forse addirittura rovinata, abbiamo sempre la possibilità di consegnarla a Dio e di ricominciare il nostro cammino. Dio è misericordia e ci attende sempre!”.