EllaOne viene presentata come una pillola anticoncezionale alla stregua di quella del giorno dopo, ma a differenza di questa presenta un principio attivo simile a quello contenuto nella pillola abortiva, anche se in dosaggio molto inferiore. La commercializzazione di questa pillola è dunque un modo per permettere alle donne di pensare più giorni ad una decisione importante come quella di affrontare una cessazione di gravidanza.
La decisione di non mettere la pillola dei 5 giorni dopo come un farmaco necessario è stata salutata con grande favore dalle associazioni pro vita. Secondo quanto affermato da queste, infatti, EllaOne non può essere considerata un anticoncezionale poiché dopo 5 giorni la gravidanza è già in atto da tempo. In effetti l’inseminazione può avere luogo poche ore dopo l’atto sessuale, il che rende quei 5 giorni i primi istanti di gravidanza. Se da un piano esclusivamente etico è assolutamente così, da quello scientifico è differente, in quanto in 5 giorni non si è ancora formato un feto vero e proprio.
In favore del non utilizzo di EllaOne c’è da considerare il fatto che la pillola rappresenta sempre una sostanza nociva per le donne che l’assumono in quanto potrebbe causare come effetti collaterali trombosi, embolie, infertilità, ipertensione e nei casi più gravi (e anche più rari) ictus, infarti e cancro. Difficile invece dire quanto la decisione di prendere questa pillola possa causare disturbi di tipo psichico alla donna, a differenza dell’aborto, in cui si è certi di aver interrotto la gravidanza, in questo caso si tratta di una misura preventiva per evitare di arrivare a quella soluzione estrema.
Luca Scapatello
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