Se il mondo fosse misericordioso, il mondo possederebbe Dio, e ciò che ci tortura in questo tempo di terrore causato dagli islamisti, cadrebbe come foglia morta. Ma il mondo, e nel mondo specie i cristiani, hanno sostituito l’amore con l’odio, la verità con la ipocrisia, la luce con le tenebre, Dio con Satana. E Satana, là dove Gesù seminò misericordia e la crebbe col suo sangue, sparge i suoi triboli e li fa prosperare col suo soffio d’inferno. Verrà la sua ora di sconfitta. Ma per ora viene lui perché noi lo aiutiamo. Beati però coloro che sanno rimanere nella verità e lavorare per la verità. La loro misericordia avrà il premio in Cielo. Il portare a Dio le anime lontane, che lo sentono per istinto, ma non lo conoscono e non lo servono nella verità, è la più grande delle misericordie. Gesù ha detto: «Portate il Vangelo a tutte le creature» (cfr. Mc 16,15; Mt 28,19). Ma quel comando, credete voi che Gesù l’abbia dato a quei dodici soli e ai loro diretti discendenti nel sacerdozio? No. Gesù vuole che ogni anima veramente cristiana sia anima apostolica.
È misericordia anche annunciare a tutti lo struggente seguito del racconto di Gloria. Quando, dunque, si trovava in questo buco privo dell’amore di Dio si ricordò delle anime del Purgatorio e allora gridò: «Anime del Purgatorio, per favore, portàtemi via da qui». Quello che poi accadde continua ad essere motivo di pianto per Gloria, nonostante siano passati vent’anni da quell’esperienza: «udii il battito di denti, i pianti e i gemiti di un numero sterminato di anime impantanate in quella tenebra di odio. Vidi che erano dei giovani, ma proprio tanto giovani, che protendevano le braccia piangendo e gridando di dolore. Mi resi conto che erano anime suicidàtesi in un momento di disperazione e che, in questa tenebra atemporale carica di odio, “attendevano che passasse il tempo” che avevano rifiutato di vivere per poi essere sottoposte al giudizio particolare completo. […] Il loro tormento maggiore era vedere come i genitori o le persone care li stavano piangendo, avvinti dai sensi di colpa per le azioni o le omissioni che avrebbero indotto il loro suicidio. […] Il refrigerio della benedizione […] può giungere a loro esclusivamente attraverso l’Eucaristia, nella quale confluiscono tutte le nostre opere buone e tutte le nostre preghiere. L’Eucaristia non è opera di uomini, ma di Dio, e per essa sono applicati i meriti di Cristo alla salvezza di un’anima purgante che ha perso la possibilità di meritare di uscire da lí. Bisogna allora far celebrare messe per i proprî defunti, bisogna lasciare che Dio continui quest’ opera di salvezza»[3].
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[1] Flaviano Patrizi, Sono stata alle porte del Cielo e dell’Inferno. Nuova testimonianza della dott.sa Gloria Polo, Himmel associazione, 2011, pp. 13-15.
[3] Ivi, p. 14.
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