Grazie ad un articolo de ‘La Verità‘ siamo venuti a conoscenza di un’imponente scultura raffigurante le varie fasi della gestazione materna. Si tratta di una sequenza progressiva che va dal concepimento alla nascita (sono in totale 14 e sono tutte in bronzo). L’opera è stata creata dallo scultore Damien Hirst ed è posta a pochi passi dal nuovo ospedale Sidra di Rayyan. Se il direttore dell’ospedale sottolinea che l’opera ben si sposa con la missione della struttura che è quella di prendersi cura della salute delle donne incinta, l’autore dell’opera spera che questa riesca a comunicare la grandezza di questo processo umano: “Spero che la scultura instillerà nello spettatore un senso di stupore e meraviglia per questo straordinario processo umano”. Una frase quest’ultima che induce sicuramente a riflettere.
La vita umana è il più grande regalo di Dio al mondo. Persino chi si professa non credente, fatica a non emozionarsi dinnanzi alla nascita di una nuova vita, umana o animale che sia. Questo perché nella procreazione e nella gestazione materna è custodito il segreto della vita, perché la procreazione è ciò che ha permesso al genere umano di arrivare al livello evolutivo e tecnologico che stiamo vivendo oggi e ne rappresenta il futuro. Sarà banale precisarlo, ma senza la capacità riproduttiva il genere umano sarebbe costretto a guardarsi invecchiare in un mondo privato della speranza (prospettiva che ricorda da vicino l’inferno), poiché, sì! La nuova vita, la nascita di un bambino corrisponde proprio ad una nuova iniezione di speranza per i genitori, ma anche, astraendo il concetto, per tutta l’umanità.
Sono queste le ragioni per cui il movimento Pro Vita combatte in difesa della vita, è questo il motivo per cui ogni aborto può e dovrebbe essere considerato una sconfitta, un atto contro la stessa umanità. Con ciò non si vuole intendere che le donne dovrebbero essere obbligate a partorire (la vita non è mai un obbligo, ma una scelta) o a tenere per sè il bambino che hanno tenuto in grembo per 9 mesi, ma si vuole suggerire che una scelta come l’aborto, anche quando motivata da ragioni sensate (razionali, non religiose), non è mai una vittoria, non lo è sicuramente per la donna che si sottopone a tale procedimento.
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Luca Scapatello
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