Un altro passo verso gli onori degli altari per il Venerabile Salvo D’Acquisto che diventerà Beato: era già stata riconosciuta la sua eroica testimonianza di carità.
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Dal Policlinico “Gemelli”, dove prosegue il suo ricovero per polmonite bilaterale, papa Francesco, il 25 febbraio, ha firmato il decreto per la beatificazione del Venerabile Salvo D’Acquisto. Il decreto comprende anche la canonizzazione di due Beati: Giuseppe Gregorio Hernández Cisneros e Bartolo Longo.
È un passo molto importante che conduce il giovane carabiniere, ucciso nel corso della Seconda Guerra Mondiale, verso gli onori degli altari. La storia di Salvo D’Acquisto ha da sempre colpito e commosso in questi oltre 80 anni e per rendergli omaggio negli anni scorsi è stato realizzato anche una miniserie televisiva interpretata da Beppe Fiorello.
Le virtù eroiche di questo carabiniere, che nel fiore della gioventù non ha esitato a dar prova di immensa carità offrendo se stesso per la salvezza di altri, sono state riconosciute come “martirio della carità“.
Il Venerabile Salvo D’Acquisto sarà Beato
Non si conosce ancora la data in cui avverrà la cerimonia di beatificazione del Venerabile Salvo D’Acquisto e neppure il luogo, ma di certo sarà molto presto. Con l’introduzione, nel 2017, della fattispecie di riconoscimento dell’ offerta di sè nella valutazione delle virtù eroiche, nell’ambito dell’indagine sulla santità, è stato possibile che venga dichiarato Beato.
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La vicenda che ha portato Salvo D’Acquisto a sacrificare se stesso è nota: lui aveva solo 23 anni quando a Torrimpietra, in provincia di Roma, il luogo in cui prestava servizio in quel momento 22 abitanti furono presi in ostaggio e minacciati di morte dai teseschi. I nazisti avevano trovato alcune casse metalliche con degli ordigni che esplosero e causarono la morte di un loro soldato il ferimento di altri due. Gli ostaggi erano in pericolo se ai nazisti non fosse dato un colpevole.
E così D’Acquisto si offrì per la salvezza degli altri. Dichiarò di essere il colpevole pur essendo innocente e fu fucilato. Prima di morire dichiarò ad uno degli ostaggi: “Senti, Nando, il mio dovere l’ho fatto. Per quanto io ho detto penso che voi sarete salvi. Io devo morire. Una volta si nasce e una volta si muore“.
Nessuna paura per chi ha Dio nel cuore
Il prossimo Beato disse anche: “Dio è con me e io non ho paura!“. Il coraggio che viene dalla fede può diventare eroico come in questo caso. Che la sua vita fosse stata vissuta in modo pienamente cristiano era evidente da tutti i suoi comportamenti.
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Professava la fede apertamente, anche sul lavoro. Pregava il rosario in pubblico, faceva il segno della Croce davanti a tutti, fin da quando a 18 anni decise di arruolarsi nell’arma dei Carabinieri. Aveva ricevuto una buona formazione religiosa in famiglia e questo ha dato i suoi frutti quando si è inoltrato nella vita con le sue asperità, anche molto dure, come la guerra.
È un’altra vittima del nazismo come san Massimiliano Maria Kolbe, e come lui fece la scelta di offrire la sua vita per amore di quella degli altri. Il gesto più alto, letteralmente dare la vita per amore, è l’atto che più fa assomigliare a Gesù. Una testimonianza somma che si pone come esempio oggi, per tutti e in particolare per i giovani, dato che Salvo D’Acquisto era un ragazzo.
La sua figura va ad aggiungersi a quelle di altri giovani santi, come Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, canonizzati tra pochi mesi. È molto importante sottolineare infatti, che il sacrificio di Salvo D’Acquisto non fu basato su motivazioni umane o filantropiche, ma ispirato da un amore di pieno stampo cristiano, in cui il suo rapporto con Cristo era vivo e forte.