Nel pensiero di San Bernardo di Chiaravalle, espresso in numerosi suoi scritti, l’uomo è stato concepito e creato con una profondissima dignità spirituale, di origine divina. Tuttavia, questa dignità, come il Santo scrive, non è sempre compresa a tutto tondo dall’uomo e qui vi è necessità dell’aiuto divino.
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San Bernardo rappresenta una delle figure più influenti dell’intera cristianità. Il suo operato è caratterizzato da moltissime opere teologiche e filosofiche, che hanno influito molto sul pensiero cristiano medievale e non solo. Nel passo che viene preso in considerazione in questa sede, tratto da una delle sue opere più importanti, il Santo mette in evidenza una caratteristica centrale della tendenza umana: quella di non essere in grado di riconoscere la profondità spirituale di cui è dotato. San Bernardo, in merito alla questione, mette poi in evidenza un altro aspetto, ovvero l’ignoranza sulla propria vera natura. Questa, secondo il suo scritto, porta l’uomo a ridursi a un semplice “oggetto” del mondo materiale. Così’ facendo, l’uomo ignora la sua dimensione spirituale e divina. L’opera da cui è tratto il pensiero di San Bernardo di Chiaravalle è una delle più importanti del suo bagaglio culturale, stiamo parlando del De Diligendo Deo, opera composta tra il 1130 e il 1141.
San Bernardo sulla crescita spirituale
Nel pensiero del Santo di Chiaravalle, l’uomo è stato concepito con una dignità interiore che deriva dalla sua origine divina, essendo stato creato da Dio. Il problema, come lo stesso scritto sostiene, è l’ignoranza umana, che non permette la conoscenza di ciò. Per capirlo al meglio, citeremo il passo in questione. “Per l’ignoranza e incomprensione della sua dignità l’uomo è trascinato dalla curiosità ad assimilarsi alle cose sensibili che stanno fuori di lui, e quindi, si riduce ad essere una cosa fra le tante altre cose. Bisogna guardarsi da questa ignoranza, per la quale ci crediamo meno di quello che siamo. Le possibilità che Dio ha fornito all’uomo per la sua crescita si trasformano, a causa dell’ignoranza, nella dinamica isterica” (fonte: De Diligendo Deo, San Bernardo di Chiaravalle). Bisogna però capire cosa intende il Santo per “ignoranza”. Con questo termine, Bernardo fa riferimento a una conoscenza superficiale, dunque limitata, della propria identità.
L’ostacolo alla spiritualità
Questa ignoranza, secondo il Santo, si pone come limite, come ostacolo alla spiritualità. Nel suo passaggio, il teologo parla anche della curiosità dell’uomo. Questa curiosità, però, se non è guidata dalla vera conoscenza di sé, può essere addirittura pericolosa. Questa curiosità, infatti, spinge l’uomo a cercare le sue risposte solamente nel mondo esteriore. In tal modo, l’uomo ignora ciò che è veramente fondamentale, ovvero la dimensione interiore, quella dimensione ricca e profonda che rappresenta il vero luogo dell’incontro con Dio. San Bernardo chiama tutto ciò “dinamica isterica”, ovvero un continuo agitarsi nel tentativo di colmare il vuoto interiore attraverso le cose materiali.
La cura per il Santo
Per Bernardo la cura c’è. Il rimedio a questa ignoranza è proprio quello di riscoprire la propria dignità spirituale. L’uomo non è dunque una “cosa” tra le cose, ma, non a caso, è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Questo è un passaggio fondamentale del suo pensiero, perché la consapevolezza di ciò richiede contemplazione, preghiera e, soprattutto, la ricerca di Dio.
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