Nel 1926, il Patriarca dei Maroniti presentò la documentazione per avviare la causa di beatificazione di Charbel, visto che il popolo lo acclamava già Santo.
Per dichiararlo Beato, furono presi in considerazione alcuni dei miracoli a lui attribuibili.
Il primo, riguardava Marie-Abel Kamari, una Suora del Sacro Cuore che da anni soffriva di ulcera. Precisamente, la Consulta Medica della Sacra Congregazione dei Riti si era così pronunciata: “Ulcera gastrica cronica, in soggetto già operato di gastroenteroanastomosi, per ulcera pilorica stenosante con sindrome diastrofico-carenziale”. Queste parole facevano intendere che la situazione della Suora, che in Convento era stata provata già da diverse malattie, fosse molto grave.
Con passare del tempo, non riuscì più a nutrirsi, tanto che aveva perso ben 30 chili, senza poter fare nulla per alleviare, almeno un po’, il suo dolore. Ben presto, cadde in uno stato di astenia e deperimento, mentre i medici le annunciavano che il suo corpo era come quello di una persona anoressica e si stava, completamente e velocemente, decalcificando.
Perse i denti e ricevette l’estrema unzione, tanto si temeva per la sua vita. Un giorno, le Consorella la trasportarono ad Annaya, non senza fatica, e, li, Suor Marie-Abel pregò incessantemente, sulla tomba di San Charbel, e assistette a tutte le funzioni religiose.
I documenti del caso attestano che, il giorno dopo il suo arrivo, cioè il 12 Luglio del 1950, alle ore 09:40, la Suora asciugò con un fazzoletto delle gocce che fuoriuscivano dalla tomba di San Charbel e se le passò sul corpo. La guarigione fu immediata, accompagnata da un’improvvisa sensazione di forza! Suor Marie-Abel si alzò in piedi e, davanti alla folla presente, annunciò il miracolo che il Signore, tramite l’intercessione di San Charbel, le aveva riservato.
Si recò, dunque, all’eremo dove Charbel aveva passato gli ultimi 23 anni della sua vita, e vi sostò l’intera notte, in tutta salute e preghiera. Da quel momento, riprese a mangiare senza alcun problema, riacquistando 25 dei chili persi. Anche la Consulta Medica della Sacra Congregazione dei Riti definì quella guarigione come perfettamente riuscita e definitiva, nonché inspiegabile.
Antonella Sanicanti
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