Giuseppe+e+Maria%3A+sposi+rispettosi+l%26%238217%3Buno+dell%26%238217%3Baltro%2C+ma+soprattutto+di+Dio
lalucedimaria
/san-giuseppe-pensiero-23-settembre/amp/
Santi

Giuseppe e Maria: sposi rispettosi l’uno dell’altro, ma soprattutto di Dio

“Tu sarai come mia madre -disse San Giuseppe a Maria- ed io ti rispetterò come l’altare stesso di Dio vivente”, ci racconta don Bosco.

Giovanni Bosco (1815-1888, Piemonte) rappresenta il sacerdote che si prende cura dei ragazzi, specialmente se sono abbandonati a loro stessi.
Lui sapeva bene che i giovani, per sopravvivere nella società, avevano bisogno di mezzi adeguati, perciò volle dar loro un mestiere o un titolo di studio, perché si inserissero “tra gli altri”, tra quelli a cui la vita aveva dato molto di più.

Nel 1860, la Santa Sede approvò il suo più grande progetto: una comunità che don Bosco affidò alla protezione di Santa Maria Ausiliatrice dei cristiani e di San Francesco di Sales (alla cui dottrina si ispirava; da questo il nome di “salesiani” per i suoi membri). Per i ragazzi che ospitava e sosteneva don Bosco aveva delineato un vero e provo Sistema Preventivo, che spiegava come amorevolmente si poteva indurli ad interessarsi allo studio, per divenire, un giorno, buoni cittadini e buoni cristiani. I ragazzi che, poi, riusciva ad avviare anche al lavoro li affidava alla protezione di San Giuseppe.

San Giovanni Bosco è celebrato il 31 Gennaio.

Dagli scritti di don Bosco su San Giuseppe

“Entrando nella sala del banchetto, e mentre i convitati prendevano il posto loro assegnato a tavola, il patriarca, avvicinandosi alla santa Vergine: “Tu sarai come mia madre, le disse, ed io ti rispetterò come l’altare stesso di Dio vivente”. D’allora in poi, dice un dotto scrittore, essi non furono più agli occhi della legge religiosa che fratello e sorella nel matrimonio, benché la loro unione fosse integralmente conservata.

Giuseppe non si trattenne lungamente a Gerusalemme, dopo le cerimonie nuziali. I due santi sposi lasciarono la città santa per recarsi a Nazareth, nella modesta casa che Maria aveva avuto in eredità da’ suoi genitori. Nazareth, il cui nome ebraico significa fiore dei campi, è una bella e piccola città, pittorescamente assisa sul pendio d’una collina alla estremità della valle d’Esdrelon. È dunque in questa ridente città che Giuseppe e Maria vennero a stabilire la loro dimora”.

Maria e Giuseppe -come ci racconta don Bosco- tornarono da Gerusalemme, luogo in cui si erano sposati, ad abitare nella casa natia di lei, a Nazareth. Cominciarono la loro vita coniugale, nel rispetto l’uno dell’altro, nel rispetto della promessa di fedeltà e castità che entrambi avevano fatto a Dio.

Antonella Sanicanti

Antonella

Scritto da
Antonella

Recent Posts

  • Il Vangelo del Giorno

Vangelo di oggi 4 aprile 2025: Gv 7,1-2.10.25-30 | Commento di Papa Francesco

Meditiamo il Vangelo del 4 aprile 2025, iniziando la giornata con una profonda riflessione sulla…

29 minuti fa
  • Preghiere

Preghiera del mattino del 4 Aprile 2025: “Aiutami a fare la Tua volontà”

Il Venerdì è il giorno della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Ecco la preghiera…

1 ora fa
  • Preghiere

Preghiera della sera 3 Aprile 2025: “Rinforzami col Tuo Spirito”

“Rinforzami col tuo Spirito”. È la preghiera della sera da recitare questo Giovedì per meditare…

10 ore fa
  • Preghiere

3 aprile: Nostra Signora della Croce soccorre una donna dalla violenza del marito

Nostra Signora della Croce tende la sua mano a una donna brutalizzata dal marito e…

16 ore fa
  • Opinioni e Approfondimenti

Guida al Giubileo 2025: tutto quello che c’è da sapere per ottenere le indulgenze plenarie

In che modo si può ottenere il prezioso dono delle indulgenze plenarie durante questo Giubileo…

18 ore fa
  • Santi

Oggi 3 aprile è San Riccardo di Chichester: difese a caro prezzo la Chiesa

Vescovo inglese, san Riccardo di Chichester, fu un buon pastore magnanimo e dedito ai poveri…

23 ore fa