Il Nuovo Testamento rappresenta una delle fonti più autorevoli sulla vita di San Lazzaro. Il Santo proveniva da Betania, un paese vicino a Gerusalemme, e fu contemporaneo di Gesù. Non solo, il Santo è particolarmente noto per esser stato protagonista di un miracolo del Cristo: Lazzaro morì a causa di una malattia e fu resuscitato da Gesù.
San Lazzaro di Betania visse nel I secolo, fu dunque contemporaneo del Cristo. A questo si aggiunge un’amicizia che lui, insieme alle sorelle Marta e Maria di Betania, condivideva con Gesù. La principale fonte che ci parla di San Lazzaro è rappresentata dal Vangelo secondo Giovanni, che dapprima racconta l’amicizia che la famiglia del Santo aveva con Gesù: «Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: “Signore, ecco, il tuo amico è malato”. (Giovanni 11, 1-3).
È lo stesso racconto evangelico di Giovanni a raccontarci la vicenda miracolosa che vide protagonisti Gesù e Lazzaro. Giovanni ci racconta che Gesù si trovava fuori dalla Giudea, quando venne a sapere della malattia di Lazzaro. Tuttavia, quando il Cristo raggiunse l’abitazione del suo amico, lo trovò già morto. Il Signore allora ordinò che fosse tolta la pietra dal sepolcro nel quale Lazzaro era stato posto. Marta, sorella del morto disse a Gesù: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni», ma Gesù la rincuorò chiese e insistette per l’apertura del sepolcro. «[Gesù] gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”» (Giovanni 11, 43-44).
San Lazzaro è venerato come Santo dalla chiesa cattolica, dalla chiesa ortodossa e da quella copta. L’esegesi medievale definisce il Santo “Povero in terra”, poiché secondo tale esegesi, Lazzaro di Betania corrisponde a quel Lazzaro che chiese l’elemosina davanti alla casa di un ricco, come riportato nel Vangelo secondo Luca: «Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe» (Luca 16, 19-21). Il calendario bizantino celebra San Lazzaro il sabato prima della Domenica della Palme, mentre la chiesa cattolica celebra la sua memoria liturgica il 29 luglio.
Fabio Amicosante
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