Padre Luciano Santarelli chiarisce l’aspetto teologico del partecipare alla Santa Messa.
Un docente di Teologia ci spiega il motivo.
Quante volte ci poniamo la domanda: “Ma se per una domenica non vado a messa, davvero commetto peccato?”. Certe volte, vuoi per la stanchezza della settimana, vuoi per il maltempo, vuoi che veramente non abbiamo voglia di uscire la domenica, volentieri salteremmo la S.Messa…ma si può fare?
La domanda è stata posta a Padre Luciano Santarelli, docente di teologia morale della facoltà teologica dell’Italia Centrale: “Molte volte, i fedeli mi domandano se è possibile, qualche volta, non partecipare alla messa della domenica. Ma poi si correggono, dicendo che sanno bene che il catechismo della chiesa cattolica, ci dice di partecipare almeno la domenica alla Santa Messa. Parlare di esonero, o di casi di esonero dalla messa domenicale può avere diverse sfaccettature”.
Padre Santarelli parte dalle zone a noi più vicine: “Nei nostri territori, ogni dove c’è una chiesa, chiese che purtroppo si stanno man mano svuotando a causa della perdita della fede da parte della gente. Io credo sia importante capire il motivo per cui i fedeli si pongono, spesso, questa domanda. In primis è necessario ribadire la centralità della domenica. L’uomo di oggi fatica a vivere il giorno del Signore, perché lo confonde con l’unico giorno di festa della sua settimana”.
La domenica: giorno di libertà e di pausa dopo una settimana di lavoro. Ma è sempre così? “La domenica è vista come un giorno di festa, un giorno in cui si deve fare altro, una pausa dal vivere quotidiano. Di certo nessuno pensa che, per liberarsi dalle fatiche quotidiane, l’unico modo è avvicinarsi al Signore, perché il vero senso di una festa, di un liberarsi dalle fatiche quotidiane, è proprio celebrare l’Eucarestia. Il Signore vuole che il tempo domenicale lo dedichiamo a lui, un momento per ringraziarlo per ciò che abbiamo ricevuto, a partire proprio dal tempo appena trascorso” – spiega don Santarelli.
“Dio vuole che il nostro tempo libero sia dedicato a lui, ai familiari specie a coloro che sono nella difficoltà o nella sofferenza. Il catechismo della chiesa cattolica descrive: I fedeli sono tenuti a partecipare all’Eucarestia nei giorni di precetto, a meno che non siano giustificati da un serio motivo. Ma quale può essere il serio motivo? Quando vi sia un impedimento permanente, una ragione seria che impedisce il partecipare a Messa. Il motivo serio può essere individuato solo dal sacerdote o dal vescovo, che provvederà in maniera competente alla risoluzione (vedi il caso dei tanti anziani che non possono partecipare a Messa)” – conclude don Santarelli.
I motivi “seri” possono essere anche altri, ma devono essere seri nel vero senso della parola…altrimenti non giustificano la nostra non presenza a Messa.
Come ha detto papa Francesco: “Gesù ci chiama a seguirlo”: non lasciamolo da solo.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: aleteia.org
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