Santi Marcellino e Pietro vissero nel Quarto Secolo. Il primo fu un sacerdote, il secondo un esorcista. Subirono il martirio durante la persecuzione di Diocleziano. Morirono a Roma, in località Torpignattara, sulla via Casilina.
Le notizie relative alla vita dei due Santi le ricaviamo dall’agiografia prodotta da Papa Damaso I (366-384). L’agiografia ci dice che i giudici ordinarono che i due martiri fossero decapitati in una folta selva all’oscuro, cosicché i loro sepolcri restassero sconosciuti. Marcellino e Pietro, dunque, scavarono la tomba con le proprie mani e subirono il martirio, a causa della persecuzione di Diocleziano.
Dopo aver subito il martirio, i corpi dei due martiri furono effettivamente lasciati in loco e ignorati. Quando la pia matrona Lucilla venne a conoscenza dell’accaduto, si occupò personalmente di far trasferire i due Santi e di farli seppellire altrove. La matrona fece spostare i due Santi nelle catacombe Ad Duas Lauros (oggi catacombe di Marcellino e Pietro, a Torpignattara).
Sul luogo di culto fu eretta una basilica intitolata ai due martiri, la quale porta il nome di Basilica dei Santi Marcellino e Pietro. Successivamente la basilica è divenuta sede di titolo cardinalizio. Papa Damaso pose un carme sul loro sepolcro. Tuttavia i Goti distrussero il carme, ma Papa Virgilio lo rifece e inserì i nomi dei due martiri nel Canone della Messa.
Papa Gregorio IV inviò le reliquie dei due Santi in Francia. Successivamente furono traslate a Seligenstadt, in Germania. Fu Eginardo a trasportarle. Di lui sappiamo che era consigliere di Carlo Magno e autore dell’opera De Translatione et miraculis sanctorum Marcellini et Petri (La traslazione ed i miracoli dei Santi Marcellino e Pietro). Alcune delle reliquie dei Santi erano rimaste a Roma.
Marcellino e Pietro morirono a Roma nel 304. Ebbero grande popolarità nei primi secoli del cristianesimo, infatti i loro nomi sono presenti in una delle più antiche preghiere eucaristiche. La preghiera risale a Papa Virgilio (357-555). L’iconografia rappresenta i due Santi come uomini di mezza età e con in mano un rotolo o una corona. Nelle catacombe a loro denominate sono rappresentati dall’affresco con il nome, senza aureola e accanto all’Agnello. La Chiesa li ricorda il 2 giugno.
Fabio Amicosante
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