San Sotero fu Papa dal 166 al 175. Lottò contro l’eresia montanista. È noto come il “Papa della carità”. Durante il suo pontificato prese decisioni importanti soprattutto riguardo il matrimonio.
San Sotero nacque a Fondi nel II secolo. È stato il dodicesimo pontefice di Roma, sotto l’imperatore Marco Aurelio. Le notizie sulla sua vita le ricaviamo dal Liber Pontificalis. Il Liber sostiene che nacque da una famiglia greca. Questo potrebbe spiegare il suo interessamento ai problemi della chiesa greca.
Poco dopo essere stato eletto Papa, San Sotero promosse una raccolta di denaro in favore della chiesa di Corinto. Questo gesto gli valse la nomina di “Papa della carità”, in relazione al messaggio che egli ha voluto mandare attraverso questo gesto. Sotero assegnò alla chiesa una posizione di soccorritrice delle altre chiese cristiane. La lettera scritta da Sotero purtroppo è andata perduta, tuttavia ci è giunta la lettera di ringraziamento inviata da Dionisio, Vescovo di Corinto.
Sotto il pontificato di Sotero emersero diverse idee eretiche. Una di queste era la dottrina montanista. Le prime predicatrici di questo ordine furono Masimilla e Priscilla. La dottrina riconduceva al pensiero del suo precursore, Montano, di origine ebraica. Il pontefice costituì un ordine diaconale femminile contro la dottrina. Attraverso ciò rispettava i riti greci più antichi e salvaguardava il pensiero cristiano.
Una delle decisioni prese da Sotero negli anni del suo pontificato riguarda il matrimonio. Sotero dichiarò che il matrimonio era valido solamente come sacramento benedetto da un sacerdote. Il Santo morì probabilmente martire a Roma, nel 174.
San Sotero venne sepolto nel cimitero di San Callisto a Roma, vicino al corpo di San Pietro. Successivamente Papa Sergio II fece traslare i suoi resti nella Basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti. Ancora, successivamente, i suoi resti furono inviati nella Basilica di San Sisto Vecchio. Dal Martirologio romano: “22 aprile – A Roma, san Sotero, Papa, del quale san Dionigi di Corinto celebra l’egregia carità per i fratelli, poveri pellegrini, afflitti dalla miseria o condannati ai lavori forzati”. La chiesa lo celebra il 22 aprile.
Fabio Amicosante
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