San Domenico di Guzmán si distinse per carità e povertà. Fondò l’Ordine dei Frati Predicatori, basato principalmente sulla predicazione itinerante e sulla mendicità.
San Domenico di Guzmán nacque a Caleruega (Spagna), nel 1170. Durante la sua giovinezza fu educato in famiglia, poi fu inviato a quattordici anni a Palencia, dove intraprese gli studi teologici. Fin da ragazzo, Domenico si distinse per aver espresso sentimenti di compassione nei confronti della sofferenza altrui. Un episodio è particolarmente interessante a tale proposito: durante una grave carestia, intorno all’anno 1191, il giovane Domenico vendette tutti i suoi averi, comprese le preziosissime (e rare al tempo) pergamene, per dare da mangiare ai poveri. Questa la sua celebre frase: «Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame?»
Al termine dei suoi studi, Domenico fu ordinato Sacerdote, era il 1196. Diego d’Acebo, Vescovo della diocesi di Osma, rappresentò una presenza molto importante nella vita di Domenico. Dopo aver ricevuto la carica vescovile, Diego nominò Domenico sottopriore e portò con sé il giovane Santo in Danimarca, per una missione diplomatica. I due viaggiatori, arrivati nei pressi di Tolosa, scoprirono un grandissimo dilagare dell’eresia catara: si stava sviluppando un particolare gruppo eretico, gli albigesi, che prendevano il nome dalla città in cui si erano insediati, Alby.
San Domenico di Guzmán trascorse diversi anni a Tolosa e, come ci racconta il beato Alano Della Rupe, Domenico, durante la sua permanenza nella città francese fu protagonista di un miracoloso evento. Apparve al Santo la Vergine Maria, che consegnò a Domenico il Santo Rosario, come richiesta a una sua preghiera per combattere in maniera pacifica l’eresia catara. Da quale momento il Rosario divenne la preghiera maggiormente diffusa per combattere le eresie.
A partire dal 1215, San Domenico e i suoi compagni, si riunirono per contemplare Gesù Verità. Seguendo il consiglio datogli da Papa Innocenzo III, insieme ai suoi seguaci scelse la regola di Sant’Agostino, basandosi sulla predicazione itinerante e mendicità. Avvenne così la fondazione dell’Ordine dei Frati Predicatori, ordine che nel 1216 fu approvato da Papa Onorio III. Dopo aver ottenuto il riconoscimento ufficiale, l’Ordine crebbe a dismisura e, a partire dal 1217 molti monaci furono inviati in molte parti d’Europa a predicare. Lo stesso Domenico viaggiò senza sosta in Italia e in Europa, passando per Roma, Tolosa, Bologna e Parigi.
San Domenico di Guzmán morì a Bologna, in uno dei conventi che amava di più, il 6 agosto del 1221. Divenne Santo il 13 luglio 1234, durante il pontificato di Gregorio IX. Molti miracoli sono legati alla sua intercessione, questo portò molti fedeli ad intraprendere pellegrinaggi nella Basilica di San Domenico a Bologna, dove sono custodite le sue reliquie. A Roma, nel chiostro della Basilica di Santa Sabina all’Aventino, è presente una pianta d’arancio dolce che San Domenico portò dalla Spagna. La Chiesa Cattolica festeggia la sua memoria liturgica l’8 agosto.
Fabio Amicosante
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