Sara aveva compreso il significato dell’Eucarestia a soli 7 anni. Diceva: “Io non posso perdere neppure per un giorno il “panino” di Gesù”.
La piccola Sara Matteucci, nacque nel 1978 in provincia di Pesaro e morì alla tenera età di sette anni e mezzo. Nella sua breve vita, ebbe un rapporto meraviglioso e privilegiato di legame e amicizia con Gesù Eucarestia e con la Madonna. Tante persone del luogo, assieme ai suoi genitori, hanno raccolto un diario di memorie della piccola Sara.
Venerdì 22 maggio Roberto Mazzoli, direttore del giornale diocesano di Fano-Pesaro-Urbino Il Nuovo Amico, presenterà a Pesaro il libro “Sara Matteucci. Il mistero della fede bambina”.
A soli cinque anni venne colpita da un tumore, che la obbligò a duri interventi oltre che a cure intense e dolorosa. La piccola Sara però, incredibilmente, non fece mai un lamento. In questo periodo di sofferenza crebbe in lei una fede matura e sorprendente nel Signore. I sacerdoti seguirono con amore e compartecipazione il suo cammino di fede all’interno del dolore.
Le testimonianze riportano come sia addirittura la piccola a consolare i genitori, dicendo loro: “Vorrei andare da Gesù ora che sono bella, voglio essere sempre sorridente, voglio morire così come mi ha fatto il Signore”.
Le parole della piccola Sara riportano alla coscienza la “purezza dell’infanzia” contro la “vecchiaia del peccato”. “Dopo la sua morte, si moltiplicano le testimonianze di particolari grazie ricevute in Italia, Africa e Argentina… Sara vive la teologia della “Piccola via” di santa Teresa di Lisieux, che ha spinto la Chiesa nel corso del Novecento a riconoscere il principio dell’eroicità relativa, ovvero la chiave di volta di tutta la tematica della idoneità dei fanciulli all’esercizio delle virtù eroiche”, si spiega nella biografia della piccola.
“A maggio del 1983 Sara si ammala per un tumore di Wilms, tumore che cureremo per 3 anni durante i quali Sara ci ‘insegna’ la Fede; ci aiuta a non mancare mai alla S. Messa, ci parla sempre di Gesù. Lei che non ha mai frequentato catechismo.
La sua salute peggiora e lei vuole andare dove ha camminato la Madonnina ed andiamo a Medjugorje e ritorniamo con la rassegnazione che Sara vuole raggiungere il Cielo, perché dice che lei ama più la Madonna che sua mamma: in Cielo si sta bene e lei vuole stare con Gesù”, racconta la mamma, Anìce Matteucci.
“Don Roberto Sarti (parroco della nostra parrocchia in quegli anni) dovrà portare a Sara tutte le sere la Santa Comunione perché dice Lei: ‘Io non posso perdere un giorno il panino di Gesù‘”, racconta ancora la mamma.
“Nella sua breve vita, ci ha insegnato ad amare Gesù in ogni prossimo; i bimbi poveri erano per lei al secondo posto dopo Gesù e la Madonnina. Lei a soli 7 anni aveva capito il miracolo dell’Eucarestia, noi lo abbiamo capito solo ora. Cosi nel ricordo di Sara ci siamo anche noi affezionati di più ai più bisognosi: e cosi alle nostre nozze d’argento pensiamo di rinunciare ai regali per aiutare la missione di Barranqueras”, spiega la mamma.
Una storia che “ci dà il privilegio di poter riflettere, grazie a Sara, su quel mistero della fede nascosto ai saggi e agli intelligenti ma rivelato ai piccoli”, spiega Mazzoli. Aggiungendo che “allo stesso tempo avvertiamo la responsabilità di raccontare la risposta che questa sorellina ha dato alla santità a cui tutti siamo chiamati”.
Giovanni Bernardi
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