Spiritualità e religione sono due concetti intrinsecamente connessi, ma quale dei due è nato prima nell’essere umano? In molti sono convinti che i concetti di Dio, divinità, entità superiore e il culto di tali essere supremi siano nati dopo la creazione di credi religiosi, ma tale supposizione potrebbe dirsi errata. A dimostrarlo non è solo il fatto che in ogni piccola civiltà esista una forma di venerazione (basti pensare alle tribù africane, o a quelle pellerossa in America prima dell’arrivo degli europei) della natura o di divinità connesse agli elementi naturali, ma anche la consapevolezza che in un epoca in cui in nessuna parte del mondo esisteva un credo religioso né tanto meno una società organizzata esistevano già forme di simbolismo religioso.
Interessante in tal senso quanto scritto dal docente di antropologia dell’Università di Bologna Fiorenzo Facchini in un articolo pubblicato su ‘Avvenire’ in cui parla dell’importanza della Dea Madre nel Neolitico e nel Paleolitico: “La Dea Madre: un importante riferimento nella preistoria che attesta un simbolismo legato al ciclo della vita. Il periodo più ricco di documenti sul culto della Dea Madre è il neolitico”, spiega l’antropologo che poi aggiunge come una forma di culto legato alla maternità fosse presente già nel Paleolitico Superiore (30.000 anni fa): “Esso è preceduto nel Paleolitico Superiore da sculture di donne note come ‘Veneri aurignaziane'”. Insomma il culto della Dea Madre era già diffuso tempo prima del neolitico, lo stesso Facchini infatti lo sottolinea scrivendo: “Sono segnalati anche in epoca più antica, simboli incisi su rocce o pietre interpretati con qualche riferimento al culto della vita”.
Il fatto che l’uomo preistorico fosse in qualche modo legato a forme di culto è la dimostrazione di come l’essere umano sia consapevole della sua condizione sulla terra sin dagli albori della sua esistenza. E’ logico supporre dunque che la spiritualità, intesa come culto di un’entità sovrannaturale che permette la vita, sia nata con l’essere umano e che con il tempo si sia modificata fino a divenire religione. Difficile dunque asserire che il futuro dell’umanità sarà privo di una qualche forma religiosa, l’unica possibilità è quella che le attuali religioni possano mutare ulteriormente. Il perché di questo bisogno spirituale è probabilmente legato alla consapevolezza della propria natura mortale e di quella che oltre alla propria esistenza la natura e dunque la vita continui ad esistere, non è forse questa la firma di Dio?
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Luca Scapatello
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