Tommaso Maria Fusco (1831-1891, Salerno) apparteneva ad una famiglia piuttosto agiata e numerosa. Era uno dei figli più piccoli, perciò, all’età di soli 10 anni, era già orfano.
Nel 1839, quando lui aveva solo 8 anni, nel suo paese natio, Pagani, si celebrò la canonizzazione di Alfonso Maria de’ Liguori e il piccolo Tommaso Maria Fusco decise, in quel momento, che sarebbe diventato un sacerdote.
Aveva 16 anni quando entrò in seminario. Ordinato sacerdote a 24 anni, si diede subito da fare per organizzare una scuola in casa propria e degli incontri di preghiera per tutti.
Divenne, così, un missionario della propria regione e, nel 1862, fondò la Compagnia dell’Apostolato Cattolico del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo, per diffondere maggiormente, tra il popolo, la fede in Dio e soprattutto il culto del Preziosissimo Sangue di Gesù.
In seguito, fonderà anche la Congregazione delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, per “la più viva immagine di quella divina carità con cui il Sangue fu sparso”.
A questo ultimo istituto, volle affidare le bambine orfane e la loro istruzione. Su di esso gravò, però, una nefasta profezia: “Hai scelto il titolo del Preziosismo Sangue? Ebbene preparati a bere un calice amaro”, gli aveva detto il Vescovo. E la profezia, purtroppo, si avverò, ben presto, quando alcuni sacerdoti diffusero delle calunnie sul suo conto e sul suo operato.
Don Tommaso Maria Fusco soffrirà terribilmente per quelle vicende e ne verrà scagionato solo anni più tardi, dal tribunale ecclesiastico, quando quei sacerdoti confesseranno di aver mentito per invidia.
Provato da tante infamie, don Tommaso Maria Fusco si ammalò e morì il 24 Febbraio del 1891. E’ stato Papa Giovanni Paolo II, il 7 Febbraio del 2001, ha proclamarlo Beato.
Antonella Sanicanti
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