Personaggi noti e amati del mondo dello spettacolo, della musica, dello sport si sono messi in gioco per una causa molto importante.
Stiamo parlando del tema dell’autismo, purtroppo tanto diffuso quanto spesso sottovalutato, e di conseguenza su cui c’è pochissima informazione e conoscenza. Spesso infatti si associa all’autismo una generica condizione di problematicità ma non si ha contezza di quanto sia diffuso nel nostro Paese, o ancora meglio di come si presenti e perché.
In Italia, infatti, un bambino su 77 con età compresa tra i 7 e i 9 anni presenta un disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza maggiore nei maschi, colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine. Anche se questi numeri potrebbero essere sottostimati per quanto riguarda il coinvolgimento delle persone con maggiori abilità e di sesso femminile, che potrebbero rappresentare una presenza sommersa.
Il 2 aprile di ogni anno ricorre la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea generale dell’Onu per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone nello spettro autistico. Per questa ragione undici rappresentanti del mondo dello spettacolo, della letteratura e dello sport si sono messi in gioco per una sfida di sensibilizzazione sulla problematica.
Lo hanno fatto sostenendo un video di Scuola Futuro Lavoro, la prima associazione in Europa che si occupa del tema degli studenti Asperger provando anche a fare chiarezza sulla problematica dell’autismo. Questi infatti leggeranno, all’interno di un filmato, quali sono in particolare i bisogni dell’autistico. Le voci saranno quelle di Al Bano, Lino Banfi, Susanna Tamaro, Roby Facchinetti, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Antonio Provasio, Alba Parietti, Martina Caironi, Luisa Corna, Alice de André. Il filmato sarà invece montato dalla regista Chiara Longo, docente di Scuola Futuro Lavoro a Milano.
Tra gli enti promotori dell’iniziativa, figurano Fondazione un Futuro per l’Asperger, Aps Angsa Lombardia (Associazione genitori di soggetti autistici), Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone e il patrocinio di Regione Lombardia e del Comune di Milano. I personaggi in questione dovranno cimentarsi nella lettura di alcune brevi pillole, redatte dal professor Lucio Moderato, venuto a mancare lo scorso dicembre, in cui sono concentrati i bisogni e le caratteristiche delle persone autistiche.
Ci sono infatti molte errate convinzioni, ancora oggi, sul tema dell’autismo, senza contare purtroppo i pregiudizi che circondano questo argomento. Si pensa infatti spesso che, in generale, la persona autistica prediliga l’isolamento. Oppure che sia aggressiva, incapace di provare emozioni. O invece al contrario che abbia blocchi emotivi, considerati causa delle difficoltà relazionali.
Ancora peggio, c’è persino chi credere che si tratti di una patologia trasmissibile, ingenerando quindi ancora più il rischio che le persone affette da tale disturbo possano essere letteralmente emarginate, o additate come potenziali pericoli per il prossimo. Si tratta, purtroppo, di falsità che non hanno nulla a che vedere con la realtà.
Di conseguenza, il filmato punto a contribuire alla divulgazione di informazioni corrette su questa tematica, cercando così di contrastare le discriminazioni ingiustificate. Allo stesso tempo, favorendo il miglioramento della qualità della vita delle persone autistiche, permettendo loro di favorire una vita positiva dal punto di vista dell’integrazione sociale.
Ad esempio, si spiegherà che nei casi di autismo lieve, i soggetti in genere presentano difficoltà ad avviare interazioni sociali. e che se anche potrebbero essere in grado di parlare con frasi complete, ma i tentativi di fare amicizia sono rari, e ci sono difficoltà nel mantenere una conversazione. Una difficoltà che rende molto duro passare da un’attività all’altra, organizzarsi e pianificare. Il che porta gli stessi soggetti a seguire routine stabilite.
Nel caso invece di autismo moderato, si ha una limitazione delle interazioni sociali e risposte ridotte o anormali alle aperture sociali degli altri. Questi, spesso, non comunicano con la voce oppure lo fanno solo con conversazioni molto brevi e su argomenti specifici. Di frequente c’è una inflessibilità del comportamento, come anche una ripetitività, che se interrotta crea molto turbamento.
Nel caso, infine, di autismo severo, le interazioni sociali e le risposte al coinvolgimento altri sono molto limitare. Raramente queste persone iniziano una conversazione, e quando lo fanno utilizzano approcci insoliti per soddisfare solo i propri bisogni. L’estrema difficoltà relazionale interferisce quindi notevolmente in tutti gli ambiti della quotidianità di queste persone, ed eventi imprevisti creano una forte frustrazione e angoscia.
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Conoscere tutte queste caratteristiche permette di relazionarsi con le persone affette da queste problematiche e di porsi in maniera positiva nei loro confronti, aiutandone un maggiore inserimento sociale, affinché possano vivere senza pregiudizi o soprusi di vario genere da parte delle persone che incontrano durante la giornata.
Giovanni Bernardi
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