A meno di un mese dal passaggio di tutta l’Italia in zona bianca, si riaffaccia il pericolo che sembrava dissolto con l’arrivo dell’estate.
La variante Delta del Covid sta prendendo piede piano piano ed il piano vaccinale rallenta. Cosa fare? Come correre ai ripari? Davvero non potremmo più parlare di “liberi tutti”?
È una domanda che in tantissimi si stanno ponendo: qualche regione tornerà, a breve, in zona gialla? Il solo sentir parlare di nuovo di fasce di colore, di Rt, di numero di contagi che salgono, fa salire i nervi. Ma se la variante Delta avanza e ci sono ancora tantissime persone che non si presentano agli hub vaccinali (pur se prenotate), cosa bisogna fare?
A fare un attimo il punto della situazione è il viceministro alla Salute, Sileri. Non ci sarà un passaggio immediato dalla zona bianca a quella gialla poiché “il numero di contagi è ancora esiguo”, afferma. Ma questo non deve e non può farci rilassare, specialmente se i dati Rt di alcune Regioni sfiorano l’1.
Sono 7 i territori dove l’indice Rt è salito: Campania, Marche, Abruzzo, Sicilia, Veneto, Trentino Alto Adige e Sardegna. Questi stessi territori hanno, anche, una valutazione di probabilità moderata e non più bassa.
Ma qual è il parametro che fa scattare, nuovamente, la retrocessione da zona bianca a gialla? Basta superare i 50 contagi ogni 100mila abitanti, che il passaggio per quel territorio risulta immediato. I valori più alti registrati sono quelli di Sicilia (18,2), Marche (15,9), Campania (15,7) e Abruzzo (15,5).
Calano anche i ricoveri negli ospedali e, a superare la soglia del 3% dei posti letto occupati ci sono solamente Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.
“La variante Delta entro 10 giorni sarà dominante” – afferma il viceministro Sileri. Mentre l’Istituto Superiore di Sanità afferma che “l’ampia distribuzione dei nuovi casi sul territorio nazionale indica una ridotta ma persistente circolazione diffusa del virus nel nostro paese”.
La campagna vaccinale sta proseguendo, ma ci sono ancora oltre 2 milione di over 60 che non sono ancora vaccinati. E, un ultimo, ma non minore problema, è quello della riapertura delle scuole a settembre, dove i ragazzi vaccinati sono una percentuale ancora più ridotta.
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ROSALIA GIGLIANO
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